5G e campi elettromagnetici, il punto di vista di Agcom

È notizia fresca la proroga al 12 giugno del bando del Ministero per lo Sviluppo Economico per la presentazione di progetti sperimentali per il 5G, rivolto a aziende e università che interessa cinque città italiane: Bari, Matera, Milano, L’Aquila e Prato (a cui si aggiunge anche la sperimentazione di TIM a Torino). Lo ha reso noto Alessio Beltrame, capo della segreteria del Sottosegretario alle Telecomunicazioni, Antonio Giacomelli. «La nostra idea di sperimentazione non era un’idea classica di sperimentare la rete 5G, che verrà messa in piede con la rete delle frequenze che il ministero ha messo a disposizione – ha detto Beltrame, citato da Cor.Com – ma il tentativo di sperimentare i servizi che poi rispondono direttamente alle esigenze dei cittadini e delle imprese. Vorremmo che le cinque città coinvolte diventassero luoghi di sperimentazione di servizi che comunque arriveranno».

5GLo stesso Cor.Com ha nel frattempo intervistato Antonio Nicita, commissario dell’AgCom (nella foto), sulle sfide che governo e regolatori dovranno affrontare con lo sviluppo del 5G, da tutti indicato come lo standard di comunicazione del futuro, come per esempio l’utilizzo delle frequenze, la privacy e la sicurezza,i limiti elettromagnetici. «In particolare è sotto i riflettori dei soggetti coinvolti la revisione dei limiti elettromagnetici – quelli italiani sono più stringenti con quelli degli altri Paesi europei – la quale l’industria ritiene a rischio il raggiungimento degli obiettivi dell’Action Plan voluto dall’Europa», scrive Roberta Chiti.

«Ci sono questioni che non riguardano direttamente il regolatore, ma l’Autorità può segnalare a Governo e Parlamento alcune emergenze. – risponde Nicita – Tra tutte evidenzio la necessità di rivoluzionare la metodologia, cambiare la misurazione, e quindi i limiti elettromagnetici. L’introduzione di small cells* da un lato, forme di orchestrazione e reindirizzo del segnale al target dall’altro di fatto modificano il senso della misurazione e l’intensità del segnale. I vecchi limiti e le vecchie misurazioni medie riguardano un mondo che non ci sarà più e rischiano di creare barriere all’entrata».

Entrando nel merito dello standard, Nicita afferma che probabilmente il 5G costringerà gli operatori di settori diversi a trovare degli accordi commerciali, cosa per cui «non hanno finora brillato brillato – commenta il commissario – Il 5G è un abilitatore per tutti i settori cosiddetti verticali. I servizi di tali settori si svilupperanno indipendentemente dal 5G, ma proprio alcune caratteristiche del 5G potranno rendere massive e popolari alcune applicazioni. Nessuna interfaccia radio potrà mai competere con la fibra quanto a capacità, latenza e affidabilità, per cui ci dovrà essere sinergia. Un primo esempio potrebbe essere LAA (Licensed Assisted Access) che sarebbe l’offloading di oggi col wi-fi portato sul 5G, ad esempio una small cell a casa collegata via fibra».

*Le small cells sono nodi di accesso allo spettro radio a basso consumo energetico capaci di operare sia nelle bande di frequenza libere sia in quelle “licenziate”.

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