Industria 4.0, crescono la fiducia e il business

industria 4.0Italia, Paese virtuoso, o più precisamente fiducioso (del futuro). Lo scrive oggi. lunedì 11 settembre, Affari & Finanza a proposito di Industria 4.0. Stando, infatti, ai dati della Commissione Ue incrociati con quelli dell’Istat «siamo proiettati per una volta al vertice di una classifica europea», scrive il settimanale economico del quotidiano La Repubblica.

È vero che l’Economic Sentiment Indicator misura soltanto l’indice di fiducia, ma il fatto che l’Italia sia il Paese del Continente in cui si è registrato il maggior incremento, «rappresenta, in una nazione storicamente refrattaria agli investimenti innovativi e tra le più in difficoltà nel dare un impulso forte alla ripresa, un segnale positivo, e cioè che consumatore ed imprenditori vedono il futuro con lo stesso sguardo di quando la crisi ancora non c’era», aggiunge Affari & Finanza.

Per dire, il nostro indice ESI segna dal 2007 a oggi +3,6%, la Francia +1,7%, la Spagna +1,3%, la Germania addirittura -0,6%. E il merito di questo balzo spetta in buona parte a Industria 4.0 e al Piano nazionale varato dal Mise. Se queste percentuali riguardano la fiducia (e la fiducia, si sa, è mobile), l’Istat ha invece certificato che il commercio all’ingrosso di macchinari, attrezzature e forniture è cresciuto nel secondo trimestre 2017 del 4,7%, quello delle apparecchiature Ict del 4,1%. Tecnologia e macchinari avanti tutta, quindi. E proprio oggi, lunedì 11 settembre, scrive Il Sole 24 Ore, «Il dato più confortante pubblicato dall’Istat è lo scatto in avanti del settore macchinari e attrezzature, una crescita dell’8%, di gran lunga superiore rispetto alla media del primo semestre».

«A smorzare l’entusiasmo – recita tuttavia l’articolo – è arrivato il rapporto dell’istituto per la competitività (I-Com) che mette in guardia contro due fattori chiave su cui l’Italia è ancora indietro: infrastrutture digitali e competenze». Insomma, considerato che il Piano Industria 4.0 del Mise, grazie all’accoppiata iper e superammortamento, «appare come una delle poche misure in grado di mettere d’accordo quasi tutti, il governo è al lavoro “per poter mantenere” gli incentivi anche per il prossimo anno.

industria 4.0Al proposito Cor.Com spiega infatti in un articolo che «il governo spinge su Industria 4.0 per rilanciare l’occupazione giovanile. In occasione dell’incontro con i sindacati, il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti (nella foto), ha confermato l’ipotesi che in legge di bilancio possa essere inserita un’agevolazione ad hoc per le aziende che spingono su formazione e lavoro 4.0: si tratterebbe di un credito d’imposta del 50% per spese legate alla digitalizzazione dei processi produttivi fino a 20 milioni di euro. Potrebbe essere scontata anche la formazione aggiuntiva. Il beneficio si estenderebbe anche alle Pmi che puntano alla formazione tecnologica dei loro dipendenti».

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