28° regime UE: la nuova “EU Inc” che punta a semplificare il fare impresa in Europa

5 Maggio 2026 Luca Baldin


La Commissione europea ha lanciato il “28° regime”: un nuovo quadro giuridico unico per le imprese, pensato per ridurre burocrazia e frammentazione nel mercato unico e favorire crescita e innovazione.

La Commissione europea ha acceso i riflettori su uno dei pilastri della futura strategia per la competitività: il cosiddetto “28° regime”, un nuovo quadro giuridico opzionale destinato a rivoluzionare il modo di fare impresa nel mercato unico.
L’idea è semplice quanto ambiziosa: affiancare ai 27 sistemi normativi nazionali un unico set di regole europee, che le imprese potranno scegliere volontariamente per operare in tutta l’Unione. Una sorta di “corsia veloce” per startup e aziende innovative, oggi frenate da una frammentazione normativa che rappresenta uno dei principali ostacoli alla crescita.
Secondo la Commissione, il nuovo modello – spesso indicato come “EU Inc” – permetterà di costituire una società in pochi giorni, completamente online e con costi ridotti, rendendola immediatamente operativa in tutti i Paesi membri.

Il cuore del 28° regime è proprio questo: superare il “patchwork” normativo europeo. Oggi, infatti, un’impresa che vuole espandersi oltre i confini nazionali deve confrontarsi con 27 legislazioni diverse, con effetti concreti in termini di costi, tempi e complessità amministrativa.

La nuova proposta punta invece a standardizzare regole societarie, governance e processi, favorendo la nascita di un vero mercato unico delle imprese. Un passaggio considerato cruciale anche nei rapporti strategici di Enrico Letta e Mario Draghi, che individuano proprio nella frammentazione uno dei principali fattori di perdita di competitività europea.
Non mancano però le criticità. Alcuni osservatori sottolineano il rischio che il 28° regime resti un sistema parallelo solo formale, incapace di incidere realmente sulle differenze tra ordinamenti nazionali. Altri evidenziano le incognite legate a temi sensibili come fiscalità e diritto del lavoro, che potrebbero limitare l’efficacia del nuovo strumento.

Al di là delle incognite, il messaggio politico è chiaro: l’Europa vuole tornare competitiva, soprattutto nei settori ad alta innovazione. In un contesto globale dominato da mercati integrati come Stati Uniti e Cina, semplificare le regole e accelerare la crescita delle imprese è diventato un imperativo strategico.
Per il mondo degli smart building e delle infrastrutture digitali, il 28° regime rappresenta una possibile svolta. La possibilità di operare con regole uniformi su scala europea potrebbe infatti favorire lo sviluppo di soluzioni interoperabili, accelerare gli investimenti e sostenere la diffusione di tecnologie innovative nei diversi Paesi membri.
La sfida, ora, sarà trasformare questa visione in uno strumento concreto, capace di ridurre davvero le barriere e non solo di affiancarsi ad esse. Perché il futuro del mercato unico passa sempre più dalla sua capacità di essere, oltre che integrato, anche semplice.

Luca Baldin

Project Manager di Pentastudio e della piattaforma di informazione e marketing Smart Building Italia. È event manager della Fiera Smart Building Expo di Milano e Smart Building Levante di Bari. Dirige la rivista Smart Building Italia.