Dalla tecnologia al risparmio: perché il bonus domotica spinge le smart home

30 Giugno 2026 Ilaria Rebecchi


Negli ultimi anni la casa intelligente è passata da curiosità tecnologica a soluzione sempre più diffusa per migliorare comfort, sicurezza ed efficienza energetica. A favorire questa evoluzione contribuisce anche il cosiddetto bonus domotica, un’agevolazione fiscale che incentiva l’installazione di sistemi smart negli edifici esistenti.
Il beneficio rientra nell’Ecobonus e consente di recuperare parte delle spese sostenute per dispositivi e impianti capaci di automatizzare e controllare alcune funzioni domestiche. In pratica, si tratta di tecnologie che permettono di gestire a distanza o in modo programmato elementi come riscaldamento, climatizzazione o apertura delle tapparelle, migliorando il controllo dei consumi energetici.

Come funziona

Per le spese sostenute nel 2025 la detrazione può arrivare al 50% per la prima casa e al 36% per le seconde abitazioni, con il rimborso suddiviso in dieci rate annuali nella dichiarazione dei redditi. Le spese ammissibili comprendono non solo l’acquisto dei dispositivi, ma anche la loro installazione, la messa in funzione e le eventuali opere necessarie per integrarli nell’impianto domestico.
Tra gli interventi più comuni rientrano i sistemi di building automation, cioè piattaforme che coordinano e regolano in modo intelligente il funzionamento degli impianti della casa. Termostati smart, centraline di controllo del riscaldamento e strumenti di monitoraggio dei consumi consentono, ad esempio, di visualizzare dati in tempo reale sull’energia utilizzata e individuare eventuali sprechi.

Per ottenere l’agevolazione occorre però rispettare alcuni requisiti tecnic

I sistemi installati devono essere conformi alla normativa europea EN 15232 e garantire una classe di efficienza adeguata. Inoltre, come per gli altri interventi legati all’Ecobonus, è obbligatorio inviare all’ENEA la comunicazione con i dati dei lavori entro 90 giorni dalla loro conclusione, allegando la documentazione richiesta.

Nel futuro gli incentivi potrebbero cambiare

Le ipotesi legate alla prossima Legge di Bilancio prevedono infatti una possibile riduzione delle aliquote a partire dal 2026, con percentuali più basse rispetto a quelle attuali. La conferma definitiva arriverà solo con l’approvazione della nuova normativa, ma il tema resta centrale nel dibattito sulle politiche per l’efficienza energetica degli edifici.

 

Ilaria Rebecchi

Executive Editor della rivista e del portale Smart Building Italia, lavora come Giornalista e Senior Copywriter specializzata in settori come tecnologia e digitale, creatività e social media.