Data center e AI: consumi alle stelle, Bruxelles corre ai ripari

22 Dicembre 2025 Ilaria Rebecchi


L’intelligenza artificiale sta cambiando la traiettoria dell’economia digitale. E lo fa a una velocità tale da mettere sotto pressione uno dei suoi pilastri: i data center. Oggi queste infrastrutture consumano 415 TWh l’anno, pari all’1,5% dell’elettricità mondiale, secondo le stime della IEA. Un dato già imponente, ma destinato quasi a raddoppiare entro il 2030, quando il fabbisogno potrebbe sfondare quota 945 TWh.

È un trend che riguarda da vicino anche l’Europa. Nel 2024 i data center del continente assorbiranno circa 70 TWh, con una crescita che potrebbe portarli a 115 TWh entro fine decennio. Un balzo in avanti che rischia di compromettere gli obiettivi del Green Deal: ridurre i consumi energetici finali dell’11,7% e raddoppiare il tasso annuo di efficienza.

La spinta dell’AI è il vero fattore accelerante. Per addestrare i nuovi modelli servono server più potenti, grandi batterie di GPU e sistemi di raffreddamento sempre più sofisticati. Risultato: una domanda energetica che cresce più delle infrastrutture in grado di sostenerla. In diversi Paesi europei, infatti, le reti elettriche stanno già mostrando segnali di saturazione. E dietro l’angolo non c’è solo il rischio blackout, ma anche un aumento considerevole delle emissioni, del consumo d’acqua e del ricorso a materie prime critiche.

Il paradosso è evidente: la digitalizzazione — e in particolare l’AI — viene considerata un driver per l’efficienza energetica e la decarbonizzazione, ma senza correttivi rischia di diventare essa stessa un problema ambientale. Non a caso alcuni analisti ipotizzano che il fabbisogno dei data center possa riaprire il dibattito sul nucleare come fonte di energia “di soccorso”.

Bruxelles, intanto, accelera. La Commissione ha preparato per il 2026 un pacchetto di misure che alza decisamente l’asticella della sostenibilità. Arriverà un’etichetta europea obbligatoria, con informazioni trasparenti su consumi, uso dell’acqua ed energia rinnovabile impiegata. Sarà creato anche un database europeo dove gli operatori dovranno riportare periodicamente le proprie performance. Un primo passo verso standard comuni e comparabili.

Sul piano strategico, l’UE sta inoltre lavorando a una roadmap per l’uso sostenibile dell’AI nel sistema energetico, con l’obiettivo di trasformare le tecnologie digitali da fonte di consumo in risorsa per ottimizzare reti, bilanciare la domanda e ridurre gli sprechi. Non meno importante, l’aggiornamento 2025 del Codice di condotta europeo per l’efficienza energetica dei data center, che punta su rinnovabili, recupero del calore e soluzioni avanzate di cooling.

La sfida è chiara: l’Europa vuole evitare che la crescita esplosiva del cloud e dell’intelligenza artificiale diventi un vicolo cieco per la sostenibilità. Per farcela, servirà un mix di innovazione, regole più stringenti e investimenti massicci nelle rinnovabili. Solo così i data center potranno restare il motore della trasformazione digitale — senza trasformarsi in un freno alla transizione verde.

Ilaria Rebecchi

Executive Editor della rivista e del portale Smart Building Italia, lavora come Giornalista e Senior Copywriter specializzata in settori come tecnologia e digitale, creatività e social media.