Il ruolo chiave del real estate nella transizione energetica dell’edilizia in Italia

15 Settembre 2025 Ilaria Rebecchi


Nel contesto della lotta ai cambiamenti climatici e della necessaria riduzione delle emissioni di CO₂, l’edilizia rappresenta una delle sfide più complesse e strategiche. In Italia, il settore edilizio è responsabile di circa il 40% dei consumi energetici e di una quota rilevante delle emissioni.

In questo scenario, il comparto del real estate — inteso come insieme degli operatori immobiliari, investitori, sviluppatori e gestori — gioca un ruolo determinante nella transizione energetica nazionale.

Il real estate italiano è chiamato a un cambio di paradigma. Non si tratta solo di adeguarsi alla normativa, ma di cogliere un’opportunità strategica per creare valore duraturo. L’integrazione tra sostenibilità ambientale, innovazione tecnologica e qualità dell’abitare è la chiave per rilanciare il settore edilizio e contribuire concretamente agli obiettivi climatici del Paese.
La transizione energetica dell’edilizia non potrà avvenire senza un real estate protagonista: lungimirante, responsabile e pronto ad accompagnare la trasformazione delle città italiane in ambienti più efficienti, resilienti e vivibili.

Una trasformazione inevitabile

Il patrimonio immobiliare italiano è mediamente obsoleto: oltre il 70% degli edifici residenziali ha più di 40 anni e risulta inefficiente dal punto di vista energetico. Le normative europee — a partire dalla Direttiva EPBD (Energy Performance of Buildings Directive) fino ai recenti target del Green Deal — impongono un profondo processo di riqualificazione, con obiettivi chiari: azzerare le emissioni nette entro il 2050 e rendere tutti gli edifici a zero emissioni a partire dal 2030 per quelli pubblici, e dal 2035 per quelli privati.
In questo scenario, il real estate non può più considerarsi un attore passivo. Deve diventare motore attivo dell’innovazione e della decarbonizzazione, ripensando il modo in cui gli immobili vengono progettati, costruiti, ristrutturati e gestiti.

Tra investimenti e valorizzazione immobiliare

La transizione energetica offre al real estate un’opportunità unica per trasformare gli edifici da centri di consumo a hub di efficienza. L’efficientamento energetico non è solo una scelta etica o normativa, ma un asset economico. Gli immobili performanti attraggono più facilmente investitori, inquilini e acquirenti sensibili ai costi energetici e ai criteri ESG (Environmental, Social and Governance).
Interventi come il miglioramento dell’isolamento termico, l’installazione di impianti fotovoltaici, l’integrazione con pompe di calore, sistemi di domotica e certificazioni green (LEED, BREEAM, WELL) contribuiscono a rivalutare gli asset e a garantirne la redditività futura. I fondi immobiliari e le SGR stanno già riorientando i portafogli verso asset sostenibili, consapevoli che gli immobili energivori saranno presto penalizzati sul mercato.

Normative e incentivi

In Italia, il processo di transizione è stato spinto inizialmente da incentivi fiscali come l’Ecobonus e il Superbonus 110%, che hanno favorito una prima ondata di interventi di riqualificazione. Tuttavia, il futuro si gioca su strumenti strutturali, normativi e finanziari più stabili, che coinvolgano anche il settore privato.
Le direttive europee impongono agli Stati membri di introdurre obblighi progressivi di ristrutturazione, a partire dagli edifici in classe G, con un miglioramento minimo delle classi energetiche entro date stabilite. Il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) e il PNRR stanziano fondi specifici per la riqualificazione del patrimonio edilizio, con particolare attenzione al social housing, agli edifici scolastici e sanitari.

Il ruolo della digitalizzazione

Un altro aspetto chiave per il real estate nella transizione è la digitalizzazione. La gestione energetica degli edifici passa sempre più attraverso i Building Management System (BMS), i digital twin, le piattaforme di monitoraggio e i software di simulazione energetica. L’analisi dei dati consente di ottimizzare consumi, prevedere manutenzioni e migliorare la qualità degli ambienti interni.
Le aziende immobiliari devono dotarsi di competenze nuove, formando figure ibride come l’energy manager o il sustainability officer, capaci di guidare scelte consapevoli, in linea con i criteri ambientali e di sostenibilità.

 

Ilaria Rebecchi

Executive Editor della rivista e del portale Smart Building Italia, lavora come Giornalista e Senior Copywriter specializzata in settori come tecnologia e digitale, creatività e social media.