Oficina – Le nuove leve del mondo degli impianti? Sono anche donne
Oficina è una realtà di spicco nel contesto italiano. Un ente di formazione accreditato dalla Regione Emilia-Romagna: organizza corsi di Istruzione e formazione professionale (IeFP), formazione continua e servizi a supporto dell’occupazione, dell’integrazione e delle pari opportunità sociali.
Si tratta di un’impresa sociale, cioè una società no profit, che promuove la crescita professionale, sociale, culturale e civile delle persone (con particolare attenzione a chi ha maggiore bisogno di aiuto) e supporta lavoratori e organizzazioni nello sviluppo del proprio potenziale per promuovere l’occupazione e la competitività dei sistemi produttivi.

Oficina IS inoltre è ispirata ai valori fondanti delle ACLI (Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani), è associata a ENAIP (Ente Nazionale ACLI Istruzione Professionale), potendo così contare su una solida rete di rapporti istituzionali e operativi a livello locale, nazionale ed internazionale.
La realtà vanta diversi corsi di formazione per adulti, aziende e giovani, in settori specifici e tecnici, dagli impianti elettrici al contesto della termoidraulica e non solo.
Ambiti che, nel panorama italiano, vengono solitamente accostati a figure professionali maschili.
Ma Oficina è un unicum e un caso studio nel nostro Paese, poiché vanta un piccolo gruppo di installatrici al suo interno.
Inoltre, l’ente aderisce da tre anni alla strategia metropolitana della città di Bologna ECCO! finalizzata a promuovere le pari opportunità, prevenire le discriminazioni e contrastare gli stereotipi.
Di Oficina parlano Silvia Branca- responsabile tecnico Area Giovani Oficina I.S. e Maria Massaro- coordinatrice didattica Oficina I.S.
SB: “Nel contesto della formazione professionale dedicata a ragazzi e ragazze tra i 15 e i 18 anni, insegnare significa lavorare sull’orientamento. In effetti, sin dalla fase di iscrizione si avvia questo processo attraverso il colloquio individuale con l’allievo, con la sua famiglia o l’eventuale tutore e con il tutor. In questo primo scambio, è centrale l’accoglienza dello studente, ma anche porre le condizioni perché possa esprimere i suoi dubbi o le sue preoccupazioni, o possano emergere quelli del nucleo familiare di riferimento o dei responsabili della comunità di cui fa parte. Tale aspetto risulta fondamentale, visto che spesso gli allievi si iscrivono all’IeFP in seguito a un abbandono o a un insuccesso scolastico presso altri istituti superiori oppure hanno un background migratorio e alcuni sono appena giunti in Italia.”
MM: “Nella nostra realtà, ogni corso per i giovani ha due figure di riferimento: il coordinatore, che si occupa dell’organizzazione dello stesso in tandem con i docenti, e il tutor, che cura la relazione con studenti e famiglie.
Nel nostro gruppo di lavoro per formare tecnici di energie rinnovabili abbiamo da qualche anno la presenza di due ragazze. Si tratta di Lucrezia Magnani e Samira Solito, che vantano differenti contesti di partenza e obiettivi.
Sicuramente, lato nostro, le maggiori difficoltà si riscontrano partendo dall’orientamento dei ragazzi e delle ragazze all’uscita delle scuole medie, quando molti istituti tendono a proporre alle giovani percorsi formativi considerati misti o più femminili, come quelli del settore commercio e turismo, sicuramente meno tecnici e fisici. Invece la presenza delle nostre studentesse è significativa di una nuova tendenza per le giovani che, nonostante si prospetti davanti a loro un settore lavorativo a prevalenza maschile, dimostrano la volontà di andare a vanti e specializzarsi in un lavoro che storicamente non ha mai avuto a che fare con l’universo femminile.”
Un settore ancora molto “maschile”
MM: “I lavori per i quali formiamo i nostri studenti sono sicuramente fisici e si sviluppano all’interno di contesti prettamente maschili come denotano le statistiche e la presenza nelle aziende o fiere di settore, banalmente. Le figure femminili spesso ancora non emergono e alcune aziende tendono a relegare le professioniste all’ambito gestionale. La stessa clientela finale, poi, dimostra spesso diffidenza quando posta di fronte ad una professionista del settore degli impianti, per esempio. Come Oficina impegniamo formatrici donne anche nelle docenze tecniche del settore industria.”
SB: “Aprire il contesto tecnico italiano alla transizione digitale e green dell’edilizia, ma non solo, significa aprire lo stesso ambito della formazione, dove noi che vi operiamo ci misuriamo con i temi dell’orientamento, degli stage in azienda fino alle fiere di settore ad impronta più maschile che neutra, diciamo. Per essere in linea con la transizione che il futuro e l’Europa ci impongono, bisogna aprirsi ad una transizione interculturale e di genere, ponendo la formazione al centro dello stesso futuro.
Le donne? La loro presenza in questi contesti tecnici può garantire una maggior propensione a fare squadra poiché molto propense al lavoro in team, e dotate di grandi abilità in tema di concertazione tra attori”.
LA PAROLA ALLE STUDENTESSE
In Italia si sceglie troppo presto, forse, il proprio percorso di studi, tanto che in uno dei due casi citati da Silva e Maria, la scelta di diventare tecnico impiantista è arrivata solo in un secondo momento.
Abbiamo intervistato le due studentesse dei corsi di Oficina, Lucrezia Magnani e Samira Solito.
Come mai avete scelto di frequentare il corso da Tecnico delle Energie Rinnovabili?
Lucrezia: “Ho scelto di frequentare il corso da Tecnico delle Energie Rinnovabili perché volevo approfondire le innovazioni in questo settore, che trovo davvero interessante. Prima di iscrivermi, avevo già ottenuto – sempre ad OFICINA I.S. – la qualifica di Operatore Impianti Termoidraulici, svolgendo due esperienze di stage in aziende diverse. Questo corso rappresenta per me una continuità, ma anche un’opportunità per crescere e acquisire qualcosa in più.
Devo dire che è stata una vera sfida trovarmi in una classe e in ambienti di lavoro a prevalenza maschile, ma mi piacciono le sfide, e me la sono cavata anche piuttosto bene. Non nascondo che ci sono stati momenti difficili, ma ho imparato a farmi forza e a credere nelle mie capacità. E questa forza mi è servita anche in altri aspetti della mia vita.”
Samira: “Quando sono arrivata in Italia dal Brasile, non sapevo molto di questo settore. Stavo cercando lavoro quando mio padre mi ha proposto di andare con lui: si occupa di centrali termiche e mi ha fatto vedere da vicino il suo lavoro. Mi sono subito appassionata! Mi ha portato anche in alcuni cantieri edili, e lì ho capito che volevo saperne di più. Così ho deciso di iscrivermi a questo corso: voglio acquisire competenze, ottenere un diploma e costruirmi un futuro in questo campo. E poi, essendo qui da pochi anni, per me è anche un modo per integrarmi meglio, migliorare il mio italiano e conoscere nuove persone.”
Cosa vi aspettate dal futuro?
Lucrezia: “Questi percorsi formativi mi hanno aiutato tanto, non solo a livello tecnico ma anche personale. Mi hanno fatto crescere, e soprattutto mi hanno ridato fiducia nel sistema scolastico, cosa che per me non era scontata. Per questo credo che proseguirò gli studi: voglio prendere il diploma di maturità e, perché no, magari riuscire anche a studiare psicologia, che è un mio sogno da tempo. Intanto sono davvero contenta di aver acquisito competenze tecniche concrete, che mi fanno sentire più forte e preparata per affrontare il futuro.”
Samira: “Spero che questo percorso mi apra davvero le porte del mondo dell’energia. Voglio continuare a fare esperienza in questo settore e crescere sempre di più. Il mio sogno è iscrivermi all’università per studiare ingegneria energetica, ma allo stesso tempo sto valutando un’opportunità concreta: l’azienda in cui sto svolgendo lo stage mi ha fatto un’offerta di lavoro. È una scelta importante, e sto riflettendo su quale sia la strada migliore per me.”





