“Smart Building Italia presenta”: le tecnologie negli edifici italiani


A che punto è lo stato dell’arte in termini di maturità tecnologica dei nostri “edifici intelligenti”?
I dati del Politecnico di Milano: residenziale ancora limitato all’85%

Tante differenti piattaforme a gestire un numero limitato di building devices and solutions rappresentano ad oggi l’85% degli edifici residenziali italiani e denotano una limitata maturità tecnologica in termini di smart building.
Questi dati vengono poi sottolineati dall’esile 13% di edifici delineati a moderata maturità tecnologica e che rappresentano un secondo Archetipo, con un ampio numero di devices e soluzioni per l’edificio gestiti da differenti piattaforme non comunicanti tra loro, spesso.

In coda, il terzo archetipo delineato con un numero elevato di devices gestiti da un’unica piattaforma modulare, a rappresentare quel ridotto 2% di edifici italiani definiti ad elevata maturità tecnologica.

Questi dati si rispecchiano anche nel comparto terziario, laddove il 25% rappresenta l’elevata maturità delle nostre fabbriche, contro il 20% a moderata maturità e il 50% di edifici del settore che non sono tecnologicamente avanzati.

 

Quali barriere per lo sviluppo delle tecnologie legate agli Smart Building?

Prima di tutto va considerato che, dalle analisi effettuate dal Politecnico di Milano nello Smart Building Report 2021, i limiti sono dovuti in primis a dinamiche di costo di acquisto e manutenzione delle piattaforme di gestione, e, in secondo luogo, nell’eterogeneità nella gestione operativa, che a sua volta complica il processo di sviluppo di una maggior integrazione dell’architettura digitale nel settore residenziale come nel terziario.

E le funzionalità delle piattaforme?
Anch’esse presentano limiti: ad esempio nel residenziale, si rende necessaria la loro sostituzione per l’installazione di una piattaforma in grado di controllare device afferenti a diversi servizi, tra comfort, health, safety&security ed energy.
Nel terziario, invece, data l’obsolescenza di sensori e attuatori in uso, la necessità è quella di una loro sostituzione per permettere un controllo da parte delle piattaforme di gestione.

 

I driver dello sviluppo delle tecnologie

Si parte dall’esigenza di funzioni gateway, che rappresentano attività ponte tra realtà e mondo digitale. In questo contesto, i system integrators operano proprio nell’ottica di una crescente integrazione di sistemi.
E ancora a tirare il carro delle tecnologie dello Smart Building in Italia sicuramente l’obiettivo della semplificazione nella gestione dei dati, che possono essere più facilmente analizzati anche senza dover ricorrere a tecnici specializzati in informatica per la loro estrapolazione.

Infine, importanti sono anche i vantaggi legati al Cloud Computing come una maggior integrazione di sistemi attraverso il cloud capace di offrire numerose opportunità, tra informazioni disponibili, maggior efficienza e scalabilità dell’architettura digitale.

Fonte:
Smart Building Report 2021
dati ANIE