Sky Q e la grande rivoluzione della televisione

Nelle ultime settimane sono circolate tre notizie che hanno anticipato il rivoluzionario scenario della televisione e del mercato televisivo italiano prossimo venturo. Si è spesso abusato dell’espressione “nulla sarà come prima”, ma questa volta sembra quanto mai appropriata. Ci troviamo, infatti, di fronte ad una rivoluzione di ingenti proporzioni. Nell’ordine, le tre notizie riguardano l’adozione di HbbTv2, lo standard europeo per i servizi interattivi veicolati dalle emittenti TV; il DVB-T2, lo standard di nuova generazione per il digitale terrestre, il cui passaggio è fissato al 1 luglio 2022 e per il quale gli italiani saranno costretti ad un nuovo switch off; Sky Q Platinum, attraverso cui la piattaforma satellitare Sky propone un ecosistema integrato con TV e dispositivi mobili che permette agli utenti abbonati di guardare i programmi, lineari, on demand e registrati, su più televisori in casa e device e senza cavi.

«Sky Q è un vero e proprio ecosistema che ridefinisce l’esperienza d’uso della pay TV – ha scritto il Corriere della Sera – allineandola alle migliori piattaforme digitali ma con l’indubbio valore di un catalogo con pochi rivali e del mix virtuoso tra streaming, satellite e digitale terrestre». Insomma, con questa novità le modalità broadcast e broadband si integrano compiutamente per creare qualcosa di veramente inedito. E lo stesso si può dire dell’HbbTv2 che conta già di una prima app italiana: si tratta di tivùon! di tivùsat, la piattaforma satellitare gratuita, che verrà lanciata sul mercato italiano a fine anno sui nuovi televisori Samsung.

«Sky Q grida forte al mondo che la pay TV “tradizionale” non è morta. O forse sarebbe meglio dire che la pay TV non è più “tradizionale”», scrive DDay nella lunga e molto dettagliata prova pubblicata online. «Sky ha scelto di concentrarsi sul contenuto e sulla sua fruizione, dimenticando, o mettendo dietro le quinte, il mezzo: sostenere ancora che Sky, come viene scritto da più parti, si tratti di una pay TV satellitare è sbagliato, o per lo meno gravemente incompleto», spiega ancora DDay.

Sky Q«Questo per noi è un nuovo inizio – ha affermato Andrea Zappia, amministratore delegato di Sky Italia (nella foto), in sede di presentazione – Stiamo per offrire alle famiglie italiane qualcosa che può cambiare davvero la qualità del tempo che dedicano alla TV, dando più valore a ciò che hanno di più prezioso, il loro tempo libero. Con Sky Q la tecnologia entra nella quotidianità in modo semplice, tutto è talmente facile e intuitivo che ogni nuova azione si trasforma in un attimo in un’abitudine acquisita. Non a caso una delle parole chiave della campagna di lancio di Sky Q sarà “Tecnologioia”, proprio per dare il senso di come la tecnologia possa migliorare la vita delle persone».

C’è poi un’altra notizia su Sky e sulla sua evoluzione e sulla sua spinta verso la banda larga. Questa notizia arriva dall’Irlanda, ne parla Cor.Com. «Sky Ireland porterà ultrabroadband fin dentro le abitazioni irlandesi (FTTH) in base all’accordo con Siro – joint venture fra Vodafone e l’energy group Esb. Si tratta di un cambio di passo per Sky Ireland che, nel mercato del Fiber to the cabinet dal 2013, conta attualmente su una base di 180 mila abbonati. L’operazione si inserisce nella strategia di Sky che punta a spingere la distribuzione di contenuti on demand che richiede elevati requisiti di larghezza di banda». È una novità che conferma il fatto che la nuova TV è uno dei driver del cambiamento nel campo del broadband.

 

 

 

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