Telecom ingaggia battaglia sull’FTTH

Cassiopea è il nome della regina d’Etiopia e madre di Andromaca, figura della mitologia greca nota per la sua vanità ed è anche quello di una delle costellazioni più caratteristiche e più riconoscibili del cielo che sta sopra la fascia temperata dell’emisfero boreale. Cassiopea è adesso anche il nome del progetto di Telecom Italia attraverso cui l’ex monopolista vuole stringere accordi con investitori ed alleati per portare la fibra ottica dai cabinet alle case, cioè in configurazione FTTH.

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Ne ha parlato diffusamente il 10 aprile, Affari & Finanza, il supplemento economico de La Repubblica. Intanto, Telecom, in seguito al memorandum firmato l’estate scorsa, si sarebbe accordata con A2A, multiutility quotata in borsa e partecipata dai comuni di Milano e Brescia, «per arrivare più velocemente nelle case di Milano (100 mila abitazioni su 7 mila edifici)», scrive Sara Bennewitz. Ma il progetto guarda molto più lontano, per esempio: «costruire le reti nelle aree bianche dove il mercato langue».

Siamo al dunque, insomma. Open Fiber, la compartecipata di Enel e Cassa Depositi e Prestiti, che ha acquisito Metroweb e che si è accordata con Vodafone, Wind-H3g e Tiscali (e pare in futuro anche con la francese Free in arrivo in Italia entro fine anno) «per costruire e commercializzare le reti di nuova generazione prima di Telecom», ha trovato un rivale che «si mette a gareggiare su tempo e tariffe cercando altri partner nelle utility (cioè le municipalizzate che portano nella case luce, acqua, gas)». Si chiama concorrenza e la partita si gioca nelle case degli italiani. È un’ottima notizia, sempre che i progetti abbiano effettivo corso nei tempi indicati.

Al di là delle manovre, degli accordi, degli intrecci societari spiegati o anche ipotizzati nel lungo testo, appare evidente che il mercato FTTH, bisognoso di investimenti ingenti, si compie secondo il principio dell’integrazione. Se Enel ha cominciato il suo percorso acquisendo Metroweb, Telecom intraprende il percorso inverso e si allea per ora con A2A. «Le multiutility tornano di moda – è scritto infatti all’inizio del pezzo di Affari & Finanza – le società elettriche si strutturano per offrire nuovi servizi di telefonia, le società telefoniche non stanno a guardare, aprono la loro piattaforma di servizi a nuovi contenuti e si strutturano per vendere attraverso le loro reti telefoni, lavatrici e microonde, in attesa della rivoluzione dell’Internet of Things e l’avvento del 5G».

Insomma, nel nuovo capitolo della rivoluzione digitale i ruoli si stanno mescolando, la filiera strutturando in un modo imprevedibile fino a pochi anni fa. Il fatto è che il nuovo campo di gioco deve essere affrontato con sufficienza di risorse e di competenze. E più o meno è il messaggio su cui è fondato Smart Building fin dalla sua prima apparizione al SAIE di Bologna: integrare e condividere gli interessi di soggetti e comporti finora ben separati e caratterizzati. E difatti l’articolo di Sara Bennewitz si chiude così: «Pali, cavi, buchi, antenne e contatori saranno sempre più coabitati da elettricità e linee telefoniche».

L’infografica è tratta da Affari & Finanza.

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Lindy
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