Switch Off, 150 milioni per finanziare l’acquisto di nuove TV


Installatori, all’erta, il digitale cambia, la televisione moltiplica le proprie anime e, come vedremo più avanti, il satellite può tornare di attualità. È il momento di diventare una volta per tutte Smart Installer, adeguati a una realtà di mercato più fluida, articolata, fortemente digitalizzata, e quindi smart. Sono tutti effetti collegati allo Switch Off che ormai incalza, con avvio confermato per il 1 gennaio 2020.

Novità di questi giorni, proprio lo Switch Off, che segna il passaggio del digitale terrestre da modalità MPEG-2 a MPGE-4, implica un contributo governativo da 150 milioni di euro, inserito nella Legge di Stabilità 2019 e destinato ad agevolare l’acquisto di nuove televisioni, un passo necessario per almeno quattro milioni di utenti. Le procedure di assegnazione sono ancora allo studio, con plausibile ipotesi di collegamento a una futura legge attuativa del reddito di cittadinanza, ma di certo si sa che sono fondi da erogare fra il 1 gennaio 2019 e il 31 dicembre 2022, con una prima tranche da 25 milioni relativa al solo 2019.

Lo Switch Off accelera

Lo annuncia Davide Rossi, direttore generale di AIRES (nella foto), l’associazione che raggruppa i rivenditori di elettrodomestici specializzati, fresco di incontri istituzionali durante i quali ci si è confrontati sui temi relativi proprio allo Switch Off, determinato dal trasferimento alla telefonia delle frequenze in banda 700 Megahertz.

«I sei miliardi e rotti incassati dallo Stato per la cessione di queste frequenze ai gestori telefonici costituiscono per il governo un incasso superiore al previsto – racconta Rossi – per cui tutto quello che riguarda lo Switch Off ha subito un’accelerazione anche dal punto di vista delle procedure. Molte TV, soprattutto le emittenti locali, cercano di far dilazionarne ulteriormente i termini, considerando il cambio di frequenze a cui saranno destinate, con conseguenti timori legati alla ricezione del segnale, ma il dado ormai è tratto e questa nuova rivoluzione televisiva italiana diventerà finalmente realtà».

Lo Switch Off esige l’evoluzione professionale degli installatori

«Per restare sul mercato, sfruttando a fondo le nuove opportunità legate allo Switch Off – continua Rossi – gli installatori hanno di fronte una sola opportunità, e cioè evolversi in Smart Installer, acquisendo una professionalità da offrire all’utenza: più completa, duttile, sintonizzata su tempistiche di installazione più lunghe e complesse, molto meglio se assimilate attraverso specifici corsi di formazione».

«Entrando nel concreto – precisa il direttore generale di Aires – il 2019, ultimo anno di vita piena per quello che possiamo chiamare il “vecchio” digitale terrestre, si annuncia prezioso per quanto riguarda la sensibilizzazione dell’utenza. Alla quale occorre mandare un primo, semplice e utilissimo messaggio, ovvero verificare se i canali dal 500 in su, quelli che trasmettono in alta definizione, sono visibili sul televisore di casa».

«L’assenza di segnale in questi canali significa che lo Switch Off li spegnerà del tutto, per cui dovranno provvedere all’acquisto di un nuovo televisore o di un eventuale adattatore. Naturalmente i tempi cambiano a seconda della regione in cui ci si trova, perché lo Switch Off sarà distribuito in quattro fasi, comprese fra il 1 gennaio 2020 e il 1 gennaio 2022, e collegate a una divisione in quattro parti del territorio italiano. Ma sono modalità attuative secondarie rispetto alle trasformazioni socio-culturali apportate dall’operazione».

La nuova televisione: nulla sarà come prima

Di sicuro avremo a che fare con una nuova TV, attualmente in fase evolutiva, ma dal 1 gennaio 2020 in poi totalmente compiuta, senza più alcuno spazio per il “vecchio” digitale terrestre. In questa nuova realtà, lo Smart Installer a cui fa riferimento Davide Rossi godrà di un raggio d’azione molto più ampio dell’attuale, a patto di affinare le proprie conoscenze, per poi trasferirle all’utenza assumendo ruolo da installatore-consulente.

Il nuovo digitale terrestre andrà infatti ad affiancare le proprie opportunità a quelle già presenti sul mercato italiano tramite piattaforma Sky, TV online offerta da soggetti come Netflix, e satellite con la piattaforma tivùsat o la stessa Sky. A proposito del satellite si possono prevedere maggiori richieste.

«Con una centralina satellitare adeguata ai tempi – conferma Rossi – alberghi e condomini possono dotare tutti i riceventi di alta definizione, glissando ogni possibile incognita di ricezione legata allo Switch Off. Di certo, è un tipo di proposta commerciale che potrà maneggiare con maggiore cognizione di causa uno Smart Installer dotato di tutte le conoscenze oggi necessarie a un installatore. Che, tanto per fare un ultimo esempio, dovrà essere sempre più ferrato e competente in tema di internet, considerando come dal 2020 la nuova connessione in modalità 5G moltiplicherà in modo esponenziale le opportunità di trasmissione e ricezione di ogni segnale in rete».

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