Roadshow | Architettura, Tecnologia, Salute

10 settembre 2026 | ore 14:00-18:00
Sala Convegni Confindustria Bari e BAT Via Amendola, 172/R Bari

La qualità degli ambienti indoor incide sempre più sul valore degli edifici, sull’esperienza di chi li abita e sulla competitività degli operatori. L’incontro propone un confronto tra progettazione, tecnologie e mercato per approfondire come comfort, benessere e prestazioni ambientali possano diventare criteri distintivi nei processi di sviluppo, riqualificazione e gestione del patrimonio costruito, con particolare attenzione al settore immobiliare e dell’hospitality.

Evento co-organizzato con OIBA

Accreditati agli Ingegneri partecipanti all’intero evento Iscrizioni: https://bari.ordinequadrocloud.it/

Evento co-organizzato con

Accreditati agli Architetti partecipanti all’intero evento


Programma

14:00: Apertura lavori

• Nicola Bonerba, Presidente ANCE Bari e BAT
• Mariantonietta Valente, Consigliere Segretario OIBA
• Porzia Pietrantonio, Presidente dell'Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Bari

Costruire valore prima del prezzo. Energia, salute e qualità dell'edificio, tra quello che il mercato paga e quello che pagherà

• Sandro Ghirardini, Co-fondatore e CEO di STIMATRIX, Segretario Generale di E-Valuations

Il racconto del tema della salubrità attraverso il Position Paper di HHH

• Giorgio Buonanno, Professore ordinario di Ingegneria presso l’Università di Cassino e del Lazio Meridionale
• Roberto Castelluccio, Professore Associato di Architettura Tecnica presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II
• Antonio Sorrentino, Architetto e ricercatore specializzato in neuroscienze applicate all’architettura e neurofenomenologia

Soluzioni tecnologiche e progettuali

• Claudia Dei, Area Manager Rubner Haus
• Filippo Alberto D’Aprile, Referente commerciale Griesser Italia
• Michelangelo Nasca, Area Manager Sud Italia Irsap
• Francesco Bartaloni, Business Unit Manager Phoebe

Dal Piano Casa all’hospitality

• Antonio Stragapede, Consigliere Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Bari ed esperto in progettazione green
• Massimo D. Salomone, Presidente della Sezione Turismo di Confindustria Bari e BAT
• Giuseppe Giannone, Delegato Anci Puglia all'Urbanistica e Sindaco di Sannicandro di Bari

Moderano

Maria Chiara Voci, Giornalista esperta del settore e ideatrice di HHH
Luca Baldin, Giornalista e Direttore di Smart Building Italia

18:00: Chiusura lavori

Ingresso libero, previa registrazione, fino a esaurimento dei posti

REGISTRATI

A CHI SI RIVOLGE

• Progettisti
• Imprese di costruzione
• Real estate e investitori
• Tecnici e consulenti
• Committenti
• Associazioni dei consumatori

I TEMI AL CENTRO

• Mercato e valore immobiliare
• Progettazione integrata e qualità dell'aria
• Materiali e tecnologie per ambienti salubri
• Responsabilità di cantiere e qualità esecutiva
• Monitoraggio, verifica e gestione degli edifici
• Position Paper sulla salubrità indoor

News dai Partner

La qualità dell’aria indoor: una priorità per gli edifici del futuro

La qualità dell’aria negli ambienti chiusi è destinata a diventare uno dei principali indicatori delle prestazioni di un edificio Benedetta Bitossi, Marketing Manager Phoebe by Colorobbia.

Ventilazione Meccanica Controllata: aria più salubre e minori consumi negli ambienti indoor

Da oltre sessant’anni IRSAP sviluppa soluzioni dedicate al comfort climatico degli edifici, consolidando il proprio ruolo di riferimento in Italia e nei principali mercati europei. Sul tema interviene Alberto Morlini, Chief Commercial Officer IRSAP

Rubner Haus: costruire il futuro con il legno

Rubner Haus opera per favorire una trasformazione concreta dell’edilizia, portando il legno a diventare il materiale di prima scelta per costruire in modo sostenibile, sano e duraturo. A parlare è Claudia Dei, Consulente Tecnico Commerciale e Sales Area Manager per il Centro Italia di Rubner Haus

Edifici più efficienti, confortevoli e sostenibili con Griesser

Griesser- protagonista della tappa barese del Roadshow sviluppa e produce soluzioni per la schermatura solare da oltre 140 anni e opera in Italia da più di 100 anni, affiancando progettisti, architetti e imprese nella realizzazione di edifici più efficienti, confortevoli e sostenibili. Ascoltiamo Davide Roveda, Direttore Generale di Griesser Italia

Domodry: la soluzione ideale per l’umidità di risalita

Domodry porterà al Roadshow Architettura, Tecnologia, Salute la Tecnologia a Neutralizzazione di Carica (CNT®), sviluppata attraverso un percorso ventennale di ricerca scientifica con le principali università italiane e validata su migliaia di edifici. Dott Michele Rossetto, ideatore tecnologia CNT e fondatore Leonardo Solutions di Domodry

Tecnologia Phoebe: innovazione Made in Italy per la purificazione dell’aria e delle superfici

Phoebe è il brand tecnologico di Colorobbia, gruppo multinazionale specializzato nella produzione e distribuzione di materie prime e prodotti semilavorati per l’industria ceramica. Ascoltiamo Benedetta Bitossi, Marketing Manager Phoebe by Colorobbia

La salubrità dell’acqua inizia dal progetto, acqua sana, edifici sani

Grundfos Water Treatment porta competenze e tecnologie per chi costruisce edifici più sani: dal residenziale all’healthcare, con un focus sulla nuova normativa Legionella. Ne parla Lauro Prati, Head of Sales and Services Southern Europe, Grundfos Water Treatment

LOXONE: semplificare la tecnologia al servizio degli edifici

In LOXONE sviluppiamo hardware e software per l’automazione intelligente di edifici residenziali, commerciali e ricettivi, con l’obiettivo di creare ambienti più efficienti e salubri. Ne parla Luca Ghioni, Branch Manager LOXONE Italia

Sistemi di Ventilazione Meccanica Controllata: qualità dell’aria ed efficienza per il comfort abitativo

Da oltre 60 anni IRSAP è protagonista nel settore della climatizzazione civile e residenziale, affermandosi come leader italiano e punto di riferimento europeo per soluzioni di comfort abitativo. Ne parla Alberto Boggian – Chief Marketing & Communication Officer IRSAP

Rubner Haus al Roadshow 2026

Abitare in una casa Rubner Haus vuol dire vivere in modo sano, sicuro, al riparo da elementi inquinanti. Costruite soltanto con materiali che provengono dalla natura e che sono tra i più ecosostenibili in assoluto. A parlare è Martin Oberhofer – CEO di Rubner Haus

MYDATEC: soluzioni di climatizzazione e VMC per l’edilizia di oggi

MYDATEC sviluppa sistemi integrati pensati per creare ambienti più salubri, efficienti e confortevoli, in grado di rispondere alle esigenze dell’edilizia moderna. Ascoltiamo Mario PalaBusiness Unit – Sales Director di MYDATEC

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EVENTO CO-ORGANIZZATO

Informazioni

Sala Convegni Confindustria Bari e BAT – Via Amendola, 172/R Bari CONTATTI

Parcheggi

• Autorimessa Evolution
Via Cesare Diomede Fresa
• Area parcheggio a pagamento
Via Nicola Tridente

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Il mercato della distribuzione di materiale elettrico in Italia conferma un avvio di 2026 decisamente positivo, consolidando il percorso di ripresa già avviato nel corso dell’anno precedente. Secondo l’analisi dei dati SVE elaborati da FME, il progressivo a marzo 2026 segna una crescita del +9,99% rispetto allo stesso periodo del 2025, evidenziando un’accelerazione significativa rispetto ai mesi iniziali dell’anno.

Dopo il +3,65% registrato a gennaio e il +7,11% di febbraio, il settore mostra quindi un trend in costante rafforzamento, sostenuto da una domanda più dinamica e da condizioni di mercato più stabili rispetto al recente passato.

A trainare la crescita sono ancora una volta i comparti legati alla transizione energetica, con performance particolarmente rilevanti nei cavi elettrici (+23,69%) e nel fotovoltaico (+15,76%), due segmenti strategici per lo sviluppo delle infrastrutture e la diffusione delle energie rinnovabili.

Nel complesso, il quadro che emerge è quello di una filiera in progressivo consolidamento, sempre più orientata verso l’elettrificazione e l’innovazione tecnologica. L’introduzione di nuove segmentazioni, come quella dedicata all’illuminazione, contribuisce inoltre a migliorare la lettura delle dinamiche di mercato, offrendo strumenti più precisi per interpretarne l’evoluzione.

Le prospettive per i prossimi mesi restano favorevoli, anche se influenzate da fattori esterni come il contesto geopolitico ed energetico, che continuano a rappresentare elementi di incertezza per l’intero sistema economico

Nel 2025 il fotovoltaico italiano ha raggiunto una quota significativa nel mix elettrico nazionale, coprendo circa il 15% della domanda elettrica complessiva grazie alla produzione di oltre 42 TWh da impianti solari distribuiti su tutto il territorio. Questo risultato, reso noto nei report di settore, segna un altro passo avanti nel percorso di decarbonizzazione del sistema energetico italiano, pur all’interno di dinamiche complesse tra diverse fonti rinnovabili e fluttuazioni stagionali della domanda. La crescita del contributo fotovoltaico può essere letta come un riflesso della rapida espansione delle installazioni di pannelli solari, favorita da una serie di politiche di incentivo, diminuzione dei costi tecnologici e maggiore consapevolezza ambientale. Negli ultimi anni, infatti, il solare ha consolidato il proprio ruolo nella generazione elettrica nazionale, arrivando a coprire in alcune fasce giornaliere o stagionali quote anche superiori a quelle della tradizionale fonte idroelettrica, storicamente dominante tra le rinnovabili italiane.

Il dato del 15% è particolarmente significativo se si considera l’intero panorama delle fonti rinnovabili: nel complesso, infatti, le FER (fonti energetiche rinnovabili) in Italia soddisfano una quota importante della domanda elettrica, con periodi dell’anno in cui superano il 50% della richiesta nazionale. Tuttavia, questa dinamica varia notevolmente a seconda delle condizioni stagionali, della disponibilità di idroelettrico e della domanda complessiva del sistema elettrico.

Dietro la performance solare non ci sono solo numeri: c’è una storia di investimenti, innovazione tecnologica e interventi normativi che negli anni hanno ridotto i costi di produzione dell’energia fotovoltaica e ne hanno favorito la diffusione su scala civile e industriale. Pannelli più efficienti, integrazioni su edifici pubblici e privati, agrivoltaico e piccoli impianti distribuiti hanno contribuito a creare una capacità installata che ora genera energia in quantità tali da influenzare in modo strutturale il mix energetico nazionale. Eppure, nonostante il progresso, la strada verso gli obiettivi di decarbonizzazione e neutralità climatica al 2030 resta impegnativa. Per raggiungere i target di rinnovabili fissati negli scenari nazionali e comunitari, il fotovoltaico dovrà aumentare ulteriormente la propria capacità, integrandosi con sistemi di accumulo e infrastrutture di rete più flessibili. Ciò renderà possibile sfruttare meglio l’energia prodotta in eccesso durante le ore di picco solare e resistere alle fluttuazioni della domanda elettrica nelle ore serali o nei periodi meno soleggiati. In questo contesto, il raggiungimento del 15% di quota solare rappresenta non solo un’importante pietra miliare quantitativa, ma anche un segnale qualitativo, indicando che il solare fotovoltaico è ormai una componente centrale della transizione energetica italiana. Per consolidare e superare questo risultato, serviranno politiche coerenti, infrastrutture intelligenti, investimenti in accumulo energetico e un approccio integrato tra pubblico e privato. Solo così l’Italia potrà trasformare questa crescita in una base solida per un futuro energetico più pulito, resiliente e sostenibile.A Sesto San Giovanni prosegue a ritmo sostenuto il cantiere della nuova stazione ferroviaria, una delle opere infrastrutturali più attese e simboliche dell’intervento di riqualificazione urbana che sta trasformando questa città alle porte di Milano.

Il progetto

Il progetto si basa su un’idea architettonica innovativa: la stazione non sarà un semplice edificio di transito, ma una “stazione-ponte” sospesa sopra i binari, con una passerella lunga 89 metri e larga 18, portata a circa 14 metri d’altezza. Questa struttura a ponte è pensata per collegare fisicamente e visivamente le due parti della città che oggi sono separate dalla ferrovia, riunendo in un solo nodo Piazza I Maggio da un lato e le aree ex Falck dall’altro.

Un ponte di vetro, metallo e innovazione

La grande passerella centrale diventerà il cuore funzionale e simbolico del nuovo scalo ferroviario. Realizzata principalmente in vetro e metallo, la struttura si sviluppa tra due corpi bassi in calcestruzzo, creando un volume che dialoga con il resto della città e con i nuovi spazi urbani in divenire. Non si tratta solo di un elemento architettonico scenografico: all’interno della passerella sono infatti previsti spazi per attività commerciali, punti di ristoro e aree di sosta panoramiche, che offriranno viste suggestive sui principali punti di interesse circostanti. Tra questi spiccano i 14 ettari del nuovo Parco Urbano Unione, la vicina Città della Salute e della Ricerca e il nuovo boulevard commerciale che collegherà la stazione fino al T5 Concordia.

Sostenibilità e servizi

Uno degli aspetti più moderni del progetto riguarda la sostenibilità: la copertura della stazione a ponte è dotata di un ampio parco fotovoltaico, che renderà l’edificio autosufficiente dal punto di vista energetico. Questo elemento non solo riduce l’impatto ambientale dell’opera, ma ne sottolinea anche l’approccio orientato alle energie rinnovabili e all’efficienza. Il piano complessivo non si limita alla stazione stessa. È infatti prevista la realizzazione di un parcheggio interrato da circa 650 posti auto, pensato per servire sia i pendolari che chi si reca verso altri servizi della città e dell’area metropolitana. L’intervento è parte integrante di uno dei più ampi piani di rigenerazione urbana dell’area di Sesto San Giovanni, gestito da MilanoSesto Spa, che è proprietaria delle aree interessate dal progetto. I lavori di costruzione sono affidati all’impresa Cimolai SpA, risultata vincitrice della gara pubblica indetta per l’esecuzione dell’opera.

Cambia il volto della città

Questa nuova stazione non sarà soltanto un semplice punto di arrivo e partenza dei treni: diventerà un nuovo riferimento urbano, un nodo di connessione tra trasporto, mobilità dolce, servizi e spazi pubblici. La stazione a ponte, con la sua identità architettonica forte, si propone come elemento di riconciliazione tra territorio e infrastruttura, contribuendo a dissolvere le barriere fisiche storiche create dai binari. Quando sarà completata, quest’opera non solo snellirà i flussi di traffico e migliorerà l’esperienza di chi viaggia ogni giorno tra Sesto e Milano, ma rappresenterà anche un segnale di rigenerazione urbana, capace di guardare al futuro con un linguaggio architettonico contemporaneo e sostenibile

Dalla progettazione alla gestione operativa, i digital twin stanno trasformando il modo in cui edifici, infrastrutture e sistemi energetici vengono progettati, simulati e ottimizzati. Una tecnologia chiave per migliorare efficienza, sostenibilità e competitività del sistema industriale europeo.

Il digital twin, o “gemello digitale”, è uno dei concetti più promettenti dell’innovazione applicata alle infrastrutture e agli impianti tecnologici. Si tratta di una replica virtuale dinamica di un oggetto fisico – un edificio, una rete energetica, un impianto industriale o un’infrastruttura – che viene alimentata costantemente dai dati provenienti dal sistema reale tramite sensori, IoT e piattaforme digitali. A differenza dei tradizionali modelli digitali, il digital twin non è una semplice rappresentazione statica: è un modello vivo, capace di simulare il comportamento dell’asset nel tempo, prevederne le prestazioni e supportare decisioni operative e strategiche. In pratica, consente di osservare in tempo reale come funziona un sistema complesso, anticiparne criticità e testare scenari alternativi prima di intervenire nel mondo fisico. Non sorprende quindi che questa tecnologia stia assumendo un ruolo sempre più centrale nella transizione energetica e nella trasformazione digitale delle infrastrutture.

Uno strumento chiave per accelerare la transizione energetica

La decarbonizzazione dei sistemi energetici richiede interventi sempre più sofisticati su edifici, reti e impianti. Integrare fonti rinnovabili, sistemi di accumulo, infrastrutture di ricarica elettrica e nuovi modelli di gestione energetica significa operare su ecosistemi tecnologici complessi e interconnessi. Il digital twin rappresenta uno strumento fondamentale proprio perché permette di simulare e ottimizzare questi sistemi prima ancora di realizzarli o modificarli. Attraverso modelli virtuali avanzati è possibile, ad esempio: In altre parole, il digital twin consente di passare da una gestione reattiva a una gestione predittiva, aumentando l’efficienza e riducendo sprechi e inefficienze.

Dalla progettazione alla gestione: il valore dei modelli virtuali

L’adozione dei digital twin si inserisce in un’evoluzione più ampia che vede la crescente integrazione tra BIM, IoT, intelligenza artificiale e piattaforme di analisi dei dati. Questa convergenza tecnologica consente di sviluppare modelli virtuali sempre più sofisticati, utilizzati non solo in fase progettuale ma lungo tutto il ciclo di vita di edifici e infrastrutture: progettazione, costruzione, gestione e manutenzione. Per i sistemi complessi – come ospedali, aeroporti, hotel, data center o grandi infrastrutture energetiche – il digital twin diventa uno strumento essenziale per monitorare prestazioni, pianificare interventi manutentivi e migliorare continuamente l’efficienza operativa. Non è un caso che questa tecnologia stia trovando applicazioni sempre più diffuse anche nelle smart city, nella gestione delle reti elettriche e nella pianificazione delle infrastrutture urbane.

Un mercato in forte crescita

L’interesse crescente si riflette anche nei numeri. Secondo diverse analisi di mercato, il mercato globale dei digital twin potrebbe superare i 100 miliardi di dollari entro il 2030, con tassi di crescita annui superiori al 30%. In Europa il comparto è sostenuto da programmi di investimento legati alla transizione digitale ed energetica. Il mercato europeo dei digital twin è stimato oltre i 10 miliardi di euro nel 2025, con applicazioni sempre più diffuse nei settori dell’energia, delle infrastrutture e dell’industria manifatturiera. Anche in Italia l’adozione sta accelerando grazie alla diffusione del BIM, agli investimenti del PNRR e alla crescente digitalizzazione del settore delle costruzioni e dell’impiantistica. Secondo l’Osservatorio Digital Innovation del Politecnico di Milano, il mercato italiano delle soluzioni digitali per il building e le infrastrutture ha ormai superato i 2 miliardi di euro, con una quota crescente dedicata a piattaforme di simulazione e gestione digitale degli asset.

Il gemello digitale come infrastruttura della sostenibilità

Se la transizione energetica richiede infrastrutture più intelligenti, efficienti e integrate, il digital twin rappresenta una delle tecnologie che possono abilitare questa trasformazione. Grazie alla possibilità di simulare scenari complessi, ridurre rischi progettuali e ottimizzare la gestione operativa, i gemelli digitali diventano di fatto una nuova infrastruttura immateriale a supporto delle politiche di sostenibilità. Per il settore degli impianti e delle infrastrutture tecnologiche, il loro sviluppo non rappresenta solo un’evoluzione tecnologica, ma un passaggio strategico per costruire sistemi energetici più resilienti, efficienti e sostenibili.

Iperammortamento 2026: torna la maxi-deduzione per gli investimenti in tecnologie 4.0, digitalizzazione industriale ed energia da fonti rinnovabili

Dal 1° gennaio 2026 è tornato operativo l’iperammortamento, lo strumento fiscale che punta a rilanciare gli investimenti industriali in chiave 4.0 e sostenibile. Dopo la stagione dei crediti d’imposta legati a Transizione 4.0 e 5.0, il legislatore reintroduce la logica della maggiorazione del costo fiscale dei beni strumentali, premiando le imprese che investono in innovazione tecnologica e autoproduzione energetica.

Come funziona l’iperammortamento 2026

La misura consente di aumentare il valore fiscalmente riconosciuto dei beni acquistati, incrementando le quote di ammortamento deducibili ai fini IRES/IRPEF. In concreto: Si tratta quindi di uno strumento che richiede programmazione finanziaria e fiscale, ma che può generare un impatto strutturale sulla competitività aziendale.

Quali beni rientrano nell’agevolazione

Il perimetro comprende: Quest’ultimo elemento rappresenta una novità rilevante: l’incentivo si allinea agli obiettivi di transizione energetica, favorendo investimenti in impianti fotovoltaici e sistemi di efficientamento collegati ai cicli produttivi.

Requisiti essenziali

Per accedere all’iperammortamento 2026, i beni devono essere: Sono inoltre previsti adempimenti procedurali e comunicazioni dedicate, con una finestra temporale che si estende fino al 30 settembre 2028.

Le ricadute per lo Smart Building

Per il comparto Smart Building, l’iperammortamento 2026 rappresenta una leva strategica. Sistemi IoT, sensoristica evoluta, piattaforme di monitoraggio energetico, automazione avanzata e integrazione tra impianti elettrici e digitali rientrano pienamente in una logica di investimento incentivato. In un contesto in cui digitalizzazione ed efficienza energetica sono ormai due facce della stessa medaglia, la maxi-deduzione può sostenere progetti di: L’iperammortamento 2026 non è solo un incentivo fiscale: è un invito a pianificare progetti di trasformazione industriale integrata, capaci di coniugare innovazione tecnologica, sostenibilità e solidità economica nel medio-lungo periodo.  Dopo lo stop registrato all’inizio di marzo, il Conto Termico 3.0 si prepara a ripartire. Il portale per la presentazione delle domande riaprirà infatti il prossimo 13 aprile, consentendo nuovamente l’accesso agli incentivi destinati all’efficienza energetica sia ai soggetti privati sia alle pubbliche amministrazioni. La sospensione temporanea era stata causata dall’elevato numero di richieste pervenute in poche settimane, segno di un forte interesse verso le misure di sostegno per la riqualificazione energetica. Il Conto Termico dispone complessivamente di circa 900 milioni di euro l’anno, suddivisi tra interventi per i privati e quelli destinati alla Pubblica Amministrazione. Tuttavia, l’improvviso aumento delle domande ha richiesto una pausa tecnica per consentire le necessarie verifiche.

Il meccanismo incentiva interventi di efficientamento energetico e produzione di energia da fonti rinnovabili, con contributi che possono coprire fino al 100% delle spese ammissibili in alcuni casi, in particolare per i piccoli Comuni.

Tra le novità più rilevanti, infatti, figura un’attenzione crescente verso gli enti locali di dimensioni ridotte, ai quali viene riconosciuto un ruolo strategico nella transizione energetica. Prossimamente saranno completate le verifiche sulle richieste già presentate, anche per valutare l’effettivo impatto finanziario delle domande. La riapertura del portale rappresenta quindi un passaggio fondamentale per garantire continuità alle politiche di sostenibilità e per sostenere cittadini, imprese e amministrazioni nel percorso di riduzione dei consumi energetici. Il rilancio del Conto Termico si inserisce in un contesto più ampio di interventi volti a contrastare il caro energia e a promuovere un modello di sviluppo più sostenibile. L’obiettivo è rendere sempre più accessibili gli incentivi e migliorare l’efficienza complessiva del sistema, favorendo una diffusione capillare delle tecnologie green su tutto il territorio nazionale.  Le tensioni geopolitiche e le nuove pressioni sui prezzi dell’energia riportano al centro del dibattito europeo il tema della sicurezza energetica e della competitività industriale. In questo contesto, secondo Vincenzo de Martino, presidente di ANIE Confindustria, per l’Italia è necessario accelerare con decisione il percorso di rafforzamento del sistema energetico nazionale. Per un Paese fortemente manifatturiero, infatti, la stabilità e la sostenibilità dei costi energetici rappresentano una condizione fondamentale per sostenere la crescita e la competitività delle imprese. Ridurre progressivamente la dipendenza dalle fonti fossili importate diventa quindi un obiettivo strategico, non solo dal punto di vista ambientale ma anche sotto il profilo economico e geopolitico, contribuendo a rafforzare l’autonomia energetica del Paese nel medio-lungo periodo.

Le crisi energetiche degli ultimi anni hanno mostrato con chiarezza l’urgenza di accelerare gli investimenti nelle fonti rinnovabili, nel potenziamento delle infrastrutture elettriche, nei sistemi di accumulo e nella digitalizzazione delle reti. In prospettiva, sottolinea de Martino, sarà inoltre importante valutare il contributo che le nuove tecnologie nucleari potranno offrire alla stabilità e alla sicurezza del sistema energetico.

In questo percorso le imprese della filiera elettrotecnica ed elettronica rappresentate da ANIE Confindustria svolgono un ruolo centrale. Si tratta di aziende che progettano e producono le tecnologie necessarie alla transizione energetica: dalla generazione rinnovabile alle reti intelligenti, fino alle soluzioni per l’efficienza energetica nell’industria, negli edifici e nelle città. Un comparto che attiva una filiera industriale radicata nel territorio e capace di generare occupazione qualificata, innovazione e valore per l’economia nazionale. Per sostenere questo sviluppo è però indispensabile garantire una visione di medio-lungo periodo e assicurare continuità agli investimenti. Un quadro normativo stabile e procedure autorizzative certe rappresentano condizioni fondamentali per attrarre capitali e accelerare la realizzazione delle infrastrutture energetiche necessarie alla transizione. In questo scenario, conclude de Martino, un vero mercato unico europeo dell’energia potrà rappresentare un elemento decisivo per rafforzare sicurezza energetica e competitività industriale.