La qualità dell’aria indoor: una priorità per gli edifici del futuro
La qualità dell’aria negli ambienti chiusi è destinata a diventare uno dei principali indicatori delle prestazioni di un edificio
Se negli ultimi anni l’attenzione si è concentrata soprattutto sull’efficienza energetica, oggi è sempre più evidente che sostenibilità e salute devono procedere insieme. Anche la recente evoluzione della Direttiva europea EPBD (Energy Performance of Buildings Directive) pone infatti l’accento sull’importanza di garantire ambienti interni salubri, riconoscendo la qualità dell’aria come uno degli aspetti fondamentali del benessere degli occupanti.
Le ragioni sono evidenti. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità trascorriamo circa il 90% del nostro tempo in ambienti chiusi, dove la concentrazione di alcuni inquinanti può essere anche superiore a quella dell’aria esterna. Composti Organici Volatili (VOC), formaldeide, particolato, batteri, virus e muffe sono contaminanti spesso invisibili, ma possono incidere sulla salute provocando irritazioni, allergie, disturbi respiratori e una riduzione del benessere e della produttività.

Per questo motivo la qualità dell’aria indoor non può più essere considerata un semplice requisito di comfort. Rappresenta una componente essenziale nella progettazione degli smart building e richiede soluzioni capaci di integrare efficienza energetica, sostenibilità e protezione della salute. Accanto ai sistemi di ventilazione e al monitoraggio continuo dei parametri ambientali, stanno assumendo un ruolo sempre più importante tecnologie in grado di eliminare gli inquinanti direttamente all’interno degli impianti HVAC.
In questo contesto si inserisce Phoebe, il brand tecnologico sviluppato all’interno del Centro Ricerca di Colorobbia, gruppo multinazionale che ha fatto dell’innovazione uno dei propri principali fattori di crescita. La missione di Phoebe è sviluppare tecnologie avanzate per la purificazione dell’aria e dell’acqua e per la protezione delle superfici, contribuendo alla realizzazione di ambienti più sani, sicuri e sostenibili.
La tecnologia si basa su un innovativo filtro ceramico fotocatalitico, interamente progettato e realizzato in Italia, che sfrutta la luce visibile per attivare il processo di fotocatalisi. A differenza di molte soluzioni tradizionali, non richiede l’impiego di lampade UV, evitando così la produzione di ozono e garantendo un funzionamento continuo in totale sicurezza. Inoltre, il filtro non necessita di sostituzioni periodiche, riducendo i costi di manutenzione e assicurando elevate prestazioni nel tempo.

“Parlare di qualità dell’aria indoor significa parlare della salute delle persone”, sottolinea Benedetta Bitossi, Marketing Manager Phoebe by Colorobbia. “La consapevolezza è il primo passo verso il cambiamento. Con Phoebe vogliamo offrire una tecnologia Made in Italy capace di rispondere in modo concreto alle nuove esigenze degli edifici, dove innovazione, sostenibilità e benessere devono diventare un unico obiettivo.”
L’appuntamento con Phoebe è a
“Sostenibilità e salubrità: i nuovi asset per il mercato immobiliare e dell’hospitality”
il 10 settembre 2026, dalle 14 alle 18, presso la Sala Convegni Confindustria Bari e BAT .
INFO: https://www.smartbuildingitalia.it/roadshow-architettura-tecnologia-salute/
Partecipazione gratuita previa registrazione:
https://www.eventbrite.it/e/biglietti-roadshow-architettura-tecnologia-salute-1992927958171
Crediti formativi richiesti all’Ordine degli Architetti e degli Ingegneri





