Rinnovabili: meno burocrazia e via libera a impianti “a impatto minimo”
Il decreto legislativo n. 178/2025 semplifica procedure e definizioni: accumuli, repowering e impianti fotovoltaici potranno crescere più rapidamente.
Con l’approvazione definitiva del correttivo al Testo Unico Rinnovabili, l’Italia compie un significativo passo verso la semplificazione normativa per le energie pulite. Il decreto — frutto del consenso del Governo e delle Commissioni parlamentari — introduce modifiche pensate per snellire iter autorizzativi, chiarire definizioni e facilitare gli investimenti in impianti a basso impatto ambientale e paesaggistico.
Cosa cambia?
Viene ampliata la categoria di “attività libera”: diverse tipologie di interventi a basso impatto paesaggistico — come sistemi fotovoltaici integrati e impianti con accumulo — potranno essere realizzati senza la burocrazia tipica di un’autorizzazione complessa.
- Si chiariscono le definizioni: termini come “infrastrutture indispensabili”, “opere connesse”, “revisione di potenza” e “progetto unico” vengono definiti con precisione, riducendo ambiguità e rischi di contenzioso.
- Per gli impianti esistenti, il correttivo facilita il repowering e l’upgrade (ad esempio aggiungendo batterie di accumulo), senza dover ripercorrere l’intero iter autorizzativo.
- Si riducono drasticamente i tempi per l’Autorizzazione Unica (AU) nei casi che richiedono Valutazione di Impatto Ambientale: da 120 a circa 40 giorni. Un’accelerazione che può fare davvero la differenza per nuovi impianti.
- Viene rafforzato il ricorso ai sistemi digitali: la piattaforma SUER diventa canale ordinario per presentare istanze e gestire l’intero iter — con l’obiettivo di aumentare trasparenza, tracciabilità e snellire la burocrazia.
Il decreto recepisce le indicazioni della direttiva europea RED III e si allinea agli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), con l’obiettivo di rendere l’Italia più attrattiva per gli investimenti in energia rinnovabile.
La riforma risponde anche a richieste delle associazioni di settore, emerse nei primi mesi di applicazione del TU FER, che avevano segnalato eccessi burocratici e incertezze interpretative.
Ma alcune situazioni restano delicate
- Alcune osservazioni formulate dal Parlamento — ad esempio riguardo al calcolo delle compensazioni ambientali ed economiche nel caso di repowering o modifiche di potenza — sono state recepite solo in parte.
- Per alcune tipologie di interventi connessi a opere infrastrutturali (come elettrolizzatori o connessioni elettriche), servono definizioni precise per evitare contenziosi o interpretazioni divergenti.
Un giro di vite alla burocrazia
Con il nuovo correttivo, l’Italia guarda con decisione al rilancio delle energie rinnovabili. Il quadro normativo — più snello, chiaro e moderno — può favorire un’accelerazione reale degli investimenti: impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo, repowering e nuove infrastrutture energetiche troveranno un terreno più fertile.
Per chi opera nel settore — progettisti, imprese, Comuni — è un’occasione importante: maggiore prevedibilità, tempi certi, meno incertezze. E, per il Paese, un passo concreto verso gli obiettivi di transizione energetica e decarbonizzazione.





