Affitti brevi, dal 2025 cambia tutto: CIN obbligatorio e nuovi requisiti di sicurezza

4 Marzo 2026 La redazione


Dal 1° gennaio 2025 il Codice Identificativo Nazionale (CIN) diventa obbligatorio per affitti brevi e locazioni turistiche: introdotto l’obbligo di dotare gli immobili di rilevatori gas e monossido.

Dal 1° gennaio 2025 il mercato degli affitti brevi entra ufficialmente in una nuova fase: più regolata, più trasparente e – soprattutto – più attenta alla sicurezza. È la data in cui diventa obbligatorio il Codice Identificativo Nazionale (CIN) per tutte le locazioni turistiche e le strutture ricettive, introdotto dal Decreto Anticipi n. 145/2023 e dalla Legge 191/2023. Una misura che riguarda direttamente proprietari, amministratori di condominio, gestori immobiliari e agenzie di locazione, chiamati a gestire un tema che ormai non è più solo fiscale o burocratico, ma anche infrastrutturale.

Il CIN va richiesto tramite la Banca Dati Strutture Ricettive (BDSR) del Ministero del Turismo: un sistema nazionale che ha l’obiettivo di uniformare un settore cresciuto rapidamente e spesso in modo disomogeneo. Il codice sostituisce i precedenti codici regionali (CIR), unificando finalmente la gestione su scala nazionale.

La regola è chiara: chi affitta immobili per finalità turistiche o per periodi inferiori ai 30 giorni deve avere il CIN. Non si tratta di una formalità, ma di un passaggio obbligato che introduce maggiore tracciabilità e responsabilità.

La vera novità – quella che merita la massima attenzione da parte di amministratori e property manager – riguarda però i requisiti di sicurezza obbligatori. Il decreto stabilisce che gli immobili destinati ad affitti brevi debbano essere dotati di dispositivi per la rilevazione di gas combustibili e del monossido di carbonio, oltre a estintori portatili a norma. È un punto centrale: l’obbligatorietà di questi dispositivi è assoluta. Non è un’opzione, non è un consiglio. È un requisito imprescindibile.
Si afferma così un principio che nel mondo dello smart building conosciamo bene: quando un immobile viene immesso sul mercato dell’ospitalità, anche in forma non imprenditoriale, deve garantire standard minimi di sicurezza tecnologica. La casa in affitto breve non è più solo uno spazio privato, ma un luogo di accoglienza che implica responsabilità precise.

La procedura per ottenere il CIN avviene online sul portale BDSR, accedendo tramite SPID o CIE, con autodichiarazione del possesso dei requisiti richiesti, inclusi quelli di sicurezza. Ma attenzione: autodichiarare significa assumersi la piena responsabilità in caso di controlli.
Una volta ottenuto, il CIN deve essere esposto all’esterno dello stabile e indicato in ogni annuncio, online (Airbnb, Booking e altre piattaforme) o cartaceo. Le sanzioni sono significative: da 800 a 8.000 euro per la mancata richiesta del codice; da 500 a 5.000 euro per l’omessa indicazione negli annunci o la mancata esposizione.

Per amministratori di condominio, agenzie immobiliari e proprietari il messaggio è chiaro: il CIN non è solo un adempimento, ma un nuovo standard nazionale che incrocia regole, tecnologia e sicurezza. Adeguarsi per tempo significa evitare sanzioni, ma soprattutto contribuire a rendere il mercato degli affitti brevi più trasparente, più professionale e più sicuro.