Data center: la crescita invisibile che pesa su acqua ed energia
In Italia i data center stanno diventando il cuore pulsante della trasformazione digitale, ma la loro espansione porta con sé un costo ambientale sempre più evidente. Secondo le stime dell’Osservatorio Data Center del Politecnico di Milano, il consumo annuo di acqua legato a queste infrastrutture potrebbe raggiungere nei prossimi anni tra i due e i tre miliardi di litri. Un dato impressionante, se si considera che si tratta di risorse necessarie soprattutto per il raffreddamento delle apparecchiature.
La domanda di capacità computazionale cresce rapidamente: cloud, intelligenza artificiale e servizi digitali richiedono spazi e potenza sempre maggiori. Il Polimi calcola che nei prossimi tre anni saranno attivati 83 nuovi progetti di data center sul territorio nazionale, con investimenti consistenti e una forte concentrazione nelle aree più industrializzate.
Ma dietro l’innovazione corre anche un’altra infrastruttura: quella energetica. I data center sono infatti grandi consumatori di elettricità e contribuiscono ad aumentare la pressione sulle reti. La sostenibilità del settore diventa quindi una questione strategica, non solo ambientale.
La sfida, sottolineano gli esperti, è governare la crescita: migliorare l’efficienza, ridurre gli sprechi idrici, puntare su sistemi di raffreddamento meno impattanti e sull’uso di energia rinnovabile. Perché se il digitale è ormai indispensabile, lo è altrettanto garantire che la sua espansione non avvenga a scapito delle risorse naturali.
In gioco non c’è solo lo sviluppo tecnologico, ma la capacità del Paese di costruire un futuro davvero sostenibile.





