Il gioiello di Milano: Palazzo Via Porrone
Nel cuore di Milano, a due passi dal vivace quartiere di Cordusio, un edificio storico torna alla luce con nuova energia, equilibrio tra passato e futuro. Palazzo Via Porrone 6, originariamente progettato nel 1909 dall’architetto Ulisse Stacchini, viene riqualificato con un progetto che rispetta l’eredità art déco delle facciate, mentre al suo interno si apre alle esigenze e alle sensibilità del mondo contemporaneo.
Memoria e modernità
Il nucleo del progetto è proprio questa tensione tra tempo e spazio: l’esterno, con il suo linguaggio ornamentale tipico delle esperienze della scuola austriaca, mantiene la sua imponenza e la sua identità storica. La ricca facciata decorativa, che ricorda chiaramente l’impronta stilistica della Stazione Centrale di Milano, rimane intatta — custodita come un segno di continuità nella città.
All’interno, invece, si fa spazio una reinterpretazione contemporanea degli ambienti: un’architettura che dialoga con le nuove modalità di lavoro, la flessibilità degli spazi e l’importanza della luce naturale.

La corte interna tra luce e relazioni
Il palazzo si sviluppa su circa 5.500 mq distribuiti su cinque piani fuori terra, articolandosi intorno a una corte interna regolare. Questo cavedio, di forma ottagonale, è uno dei protagonisti del progetto: restaurato e valorizzato, funge da vero e proprio “cuore” luminoso, capace di attraversare verticalmente gli spazi e portare luce in ogni piano.
Le ampie vetrate degli uffici si affacciano su questo spazio centrale, creando continuità visiva e relazionale tra interno ed esterno, tra lavoro e architettura urbana.

Spazi di lavoro, relax e condivisione
Oltre alle classiche superfici dedicate agli uffici — progettate con flessibilità per accogliere diverse configurazioni funzionali — il restauro introduce elementi di convivialità e benessere. Su tutti, un’area lounge panoramica che sormonta il palazzo, pensata come luogo per concedersi una pausa dal lavoro con vista sulla skyline milanese.
Al piano interrato, uno spazio open space può essere riconvertito in auditorium per meeting e conferenze, aumentando la versatilità dell’immobile e la sua capacità di ospitare attività collettive.

Architettura sostenibile e certificata
Il progetto non è un semplice restauro estetico, ma una vera e propria trasformazione sostenibile. I nuovi impianti sono concepiti per raggiungere certificazioni energetiche di alto livello, tra cui LEED Platinum e WELL, che testimoniano l’impegno verso l’efficienza energetica, il comfort e il benessere degli occupanti.
Questo sforzo non solo migliora la performance tecnica dell’edificio, ma lo proietta nel futuro, integrando criteri di sostenibilità ambientale con il rispetto per il valore storico del luogo.





