Casa: il 39% degli italiani ristrutturerà entro l’anno
Quasi quattro italiani su dieci sono pronti ad avviare lavori di ristrutturazione della propria abitazione nei prossimi 12 mesi. È quanto emerge dall’indagine condotta da Humans&Data Insight con Ipsos per Harley&Dikkinson, che fotografa un mercato in fermento, spinto dalla transizione energetica europea e dalla prospettiva di una proroga degli incentivi fiscali.
La ricerca, realizzata su un campione di persone tra i 35 e i 65 anni, appartenenti a una classe sociale medio e medio-alta e residenti in Italia, evidenzia come oltre una persona su due (57%) abbia ristrutturato casa nell’ultimo anno o intenda farlo entro il prossimo. In particolare, il 18% ha già effettuato interventi negli ultimi 12 mesi, mentre il 39% dichiara di avere in programma lavori nel corso dell’anno a venire.
Il contesto è quello di una forte accelerazione verso l’efficientamento energetico. L’Italia è chiamata a rispettare la Direttiva Europea “Case Green”, che impone la riqualificazione del 15% degli edifici oggi in classe energetica F e G entro il 2030, quota destinata a salire al 26% entro il 2033. Un obiettivo ambizioso, considerando che il 57,6% del patrimonio immobiliare italiano – circa 7 milioni di edifici – rientra attualmente nelle classi energetiche meno efficienti. In questo scenario, la Legge di Bilancio 2026, se approvata, potrebbe confermare la proroga almeno parziale di strumenti chiave come Bonus Ristrutturazione ed Ecobonus, considerati leve strategiche per accompagnare cittadini e operatori verso gli standard UE.
Proprietà diffusa nei centri medio-piccoli, affitti nelle grandi città
L’indagine restituisce anche una fotografia dettagliata del profilo abitativo del campione. Tra persone occupate e con istruzione medio-alta, la proprietà della casa raggiunge l’83%, un valore superiore alla media nazionale del 77%. La proprietà è più diffusa nei centri tra i 30.000 e i 100.000 abitanti, mentre nei comuni con oltre 100.000 residenti cresce la quota di chi vive in affitto.
Sul piano tipologico, prevale l’abitare in condominio: il 64% del campione vive in appartamento, contro il 35% che risiede in villette o case indipendenti. La percentuale di condomini sale all’81% nelle grandi città, in particolare nel Nord-Ovest, mentre le villette restano caratteristiche dei contesti più piccoli, arrivando al 60% nei comuni sotto i 10.000 abitanti, tra borghi, periferie e aree rurali.
Ristrutturazioni tra prima casa e seconda
Entrando nel dettaglio, il 57% del campione ha ristrutturato o ristrutturerà un immobile: il 14% ha già effettuato lavori sulla prima casa nell’ultimo anno e il 4% sulla seconda, mentre nei prossimi 12 mesi il 30% prevede interventi sulla prima abitazione e il 9% sulla seconda. Resta invece un 45% che non ha ristrutturato né intende farlo a breve, una scelta che potrebbe rivelarsi penalizzante alla luce dei nuovi obblighi europei, anche considerando che parte di questo segmento potrebbe aver già usufruito del Superbonus negli anni precedenti.
A livello territoriale, gli interventi realizzati nell’ultimo anno risultano più frequenti nel Sud e nelle Isole, mentre l’intenzione di ristrutturare nei prossimi 12 mesi è più diffusa tra gli uomini, tra i residenti del Centro e del Sud/Isole e nei comuni tra 30.000 e 100.000 abitanti. Il Nord-Est concentra invece la quota più elevata di chi non prevede interventi nel breve periodo.
Passaparola e web centrali nelle scelte
Quando si tratta di scegliere l’impresa di ristrutturazione, nel 2025 il passaparola resta il canale principale, indicato dal 47% degli intervistati. Seguono la ricerca online (35%), la televisione (15%) e i social network (11%). Newsletter, stampa e cartellonistica giocano un ruolo più marginale, con alcune differenze territoriali: la TV è più incisiva nei centri medio-grandi, le newsletter nel Sud e nelle Isole, la stampa nel Nord-Ovest.
A guidare la decisione sono soprattutto fattori concreti. Il rapporto qualità/prezzo è il primo criterio di scelta (21%), seguito dalla trasparenza e garanzia dei costi (20%) e dalla reputazione dell’impresa, supportata da recensioni positive (19%). Pesano poi la garanzia del risultato (14%), il rispetto delle tempistiche (9%), la segnalazione di un progettista (7%), la formula “chiavi in mano” (6%) e la presenza di uno showroom (4%).
Chi prevede di ristrutturare una seconda casa mostra però priorità diverse: per questo segmento il peso del rapporto qualità/prezzo sale al 24%, la trasparenza dei costi al 22% e le garanzie sui tempi raggiungono il 17%, contro il 9% del dato generale. Un segnale che indica come gli interventi sulla seconda casa vengano percepiti sempre più come investimenti strutturali, che richiedono certezze economiche e una pianificazione rigorosa.





