Due notizie: nasce YouTube TV, aumentano i casi di cybercrime

MediaDuemila è un osservatorio sull’era digitale che da trent’anni segue l’evoluzione dei media e delle tecnologie. Questa settimana si trovano nel suo sito un paio di notizie di un certo interesse. La prima riguarda Youtube TV, cioè il  servizio di abbonamento alla Internet TV di Google, «attualmente disponibile a Chicago, Los Angeles, New York City e periferia circostante, Philadelphia, San Francisco Bay Area», scrive Maria Pia Rossignaud.

Con 35 dollari al mese, da iTunes Store il canone mensile è invece di 39,99 dollari (più le tasse), ci si gode l’offerta di oltre 40 canali come CBS, Fox, BBC America e NBCUniversal, ESPN, Fox Sports e Comcast Sports e le news di CNBC, MSNBC, BBC World News e Fox News. Inoltre, a fare la differenza con gli altri servizi, c’è la video registrazione digitale (DVR) in cloud che «sembra promettente perché non c’è un limite, e le registrazioni possono essere conservate fino a nove mesi», spiega Rossignaud.

Anche se in Italia non è detto che si vedrà mai, considerando le difficoltà di ottenere i diritti delle varie trasmissioni, YouTube TV sposta nuovamente i limiti di una televisione che sempre di più esplora canali alternativi, esce dal televisore (per quanto sempre più grande e spettacolare, vedi il 4K), sposa la mobilità, si affida alla rete e ai sistemi di telefonia (4G, LTE), adotta modelli di business a pagamento. YouTube TV è una televisione millennials, insomma.

Attacchi cyber in aumento

La seconda notizia che leggiamo su MediaDuemila riguarda invece la cybersecurity. È un tema molto delicato, connaturato con lo sviluppo dell’Internet of Things e l’innegabile appeal che la tecnologia esercita sui consumatori. Se n’è occupato il convegno “Cybersecurity: il lato oscuro del digitale”, organizzato il 4 aprile scorso dal CSI Piemonte – azienda informatica in house della Regione Piemonte e di altre pubbliche amministrazioni operanti sul territorio – da cui emerge che «l’insicurezza regna sovrana nelle praterie del web», scrive Media Duemila. «Ognuno di noi pare pensare di essere inviolabile da hacker e minacce informatiche che, secondo allarmi reiterati dei media, ma anche secondo il passaparola, fanno vittime a tutto spiano. – scrive ancora l’autrice dell’articolo Annamaria Barbato Ricci – E non sono solo pericoli individuali: nello stesso stato di vulnerabilità si trovano accomunati anche aziende e governi. Insomma, mal comune non è mezzo gaudio, ma, specie nel caso di un contagio a catena, una vera e propria catastrofe».

«Il 2016 è stato l’anno peggiore di sempre in termini di cybersecurity: 1.050 gli incidenti noti classificati come gravi a livello globale, con impatto significativo per le vittime in termini di danno economico, reputazione e diffusione di dati sensibili. Notevole l’incremento degli attacchi gravi compiuti per finalità di Cybercrime (+9,8%), mentre crescono a tre cifre quelli riferibili ad attività di Cyber Warfare, la “guerra delle informazioni” (+117%). In termini assoluti Cybercrime e Cyber Warfare fanno registrare il numero di attacchi più elevato degli ultimi 6 anni».

La soluzione, al di là delle tecnologie a disposizione è «agire a monte, incrementando la consapevolezza delle minacce: insomma, è più che mai ineludibile la diffusione capillare di una cultura della sicurezza informatica che ci corazzi contro i “pirati”».

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