Fare squadra per poter incidere nelle decisioni che contano

31 Luglio 2025 Luca Baldin


Intervista a Roberto Martino – Presidente di Prosiel

 

Caro Presidente, sono passati pochi mesi dalla sua elezione ai vertici di Prosiel, diciamo il tempo minimo necessario per mettere a punto una linea d’azione coerente con la storia dell’associazione, fondata esattamente 25 anni fa. Quali sono le priorità che intende affrontare e che ruolo dovrebbe avere Prosiel nel panorama molto frammentato delle associazioni della filiera?

Ho accettato questo incarico non come un’onorificenza, ma con l’idea di provare ad aggiornare il ruolo dell’associazione e a fare in modo che, come associazione al di sopra delle parti e rispettando l’identità di ciascuna delle sue componenti, crei le condizioni perché vengano superate le problematiche che sempre più investono la componente elettrica negli edifici.

Credo che il nostro ruolo sia quello di essere un collante e un momento di sintesi, per far emergere posizioni condivise da portare all’attenzione dei decisori.

Gli obiettivi sono certamente sfidanti ma Prosiel può rappresentare il palcoscenico privilegiato di aggregazione e condivisione tra gran parte degli stakeholder della filiera. Sto lavorando in quella direzione.

 

Qual è lo scenario entro il quale ci stiamo muovendo? Le partite giunte ad uno snodo cruciale sono numerose e tutte molto importanti per il Paese, a partire dall’applicazione della EPBD4.

L’efficientamento e l’elettrificazione del patrimonio edilizio è indubbiamente un passaggio fondamentale e imprescindibile  per migliorare le prestazioni energetiche degli edifici, ed è senza dubbio una opportunità che, con la spinta della Direttiva europea, il Paese deve cogliere per ammodernare il patrimonio edilizio esistente, soprattutto se consideriamo che in Italia oltre il 60% dei nuclei familiari vive in abitazioni costruite prima del 1980, e che tre quarti del patrimonio edilizio necessiterebbero di interventi di riqualificazione energetica, essendo classificati in Classe F o G.

 

Nel raggiungimento degli obiettivi posti dalla Comunità Europea che ruolo ha la filiera elettrica?

Gli obiettivi che vogliamo raggiungere sono certamente molto sfidanti sia per quanto riguarda la complessità delle opere che per l’impatto economico ma, grazie alla disponibilità di tecnologie intelligenti, che consentono l’utilizzo più razionale dell’energia, migliorano le performance degli impianti e offrono soluzioni in linea con i cambiamenti nel modo di abitare le nostre case e che soddisfano i bisogni dei consumatori, sono un’opportunità da cogliere.

Per garantire la ristrutturazione del parco immobiliare di edifici residenziali e non residenziali, sia pubblici che privati, trasformando gli edifici esistenti in edifici a emissioni zero, occorre una visione strategica che consenta di intervenire in modo efficace e con la stessa attenzione sui due principali ambiti d’intervento:  “l’involucro” e “gli impianti”, tra i quali l’infrastruttura elettrica è certamente protagonista in quanto infrastruttura abilitante per la gestione delle tecnologie all’interno degli edifici.

Com’è cambiata la percezione dell’infrastruttura elettrica, almeno tra gli addetti ai lavori?

L’infrastruttura elettrica risulta sempre più centrale negli edifici, per la capacità di garantire un ecosistema integrato, con servizi digitali interoperabili e intelligenti, per offrire comfort e sicurezza alle persone e in grado di rendere l’edificio sostenibile, efficiente dal punto di vista energetico.

Sarebbe un grave errore limitarsi a favorire l’adozione di dispositivi totalmente elettrici (pompe di calore, piani ad induzione, colonnine di ricarica) senza considerare che le infrastrutture esistenti non sono adeguate dal momento che sono state pensate per esigenze non più attuali: abbiamo un evidente tema infrastrutturale da affrontare con una visione strategica.

Deve svilupparsi una nuova cultura, che metta al centro la sicurezza e l’efficienza come prerequisito per ogni politica energetica.

Un percorso complesso con evidenti ricadute positive sul patrimonio edilizio esistente che rappresenta anche un’opportunità per affrontare tematiche che fino ad oggi in Italia sono state largamente sottovalutate e irrisolte come la sicurezza, l’innovazione tecnologica e la manutenzione degli impianti elettrici.

 

E qui entra in gioco il core business di Prosiel: la sicurezza elettrica…

In Italia purtroppo sono ancora molte le abitazioni che non possiedono un impianto elettrico adeguato né in termini di sicurezza, né in termini di efficienza e funzionalità e molto pochi sono gli utenti consapevoli dell’importanza che ha l’impianto elettrico all’interno delle abitazioni. Un aspetto confermato anche dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, che evidenzia come il 30% degli incendi domestici ha origine elettrica.

Una leva decisiva per il cambiamento è stimolare una maggiore consapevolezza tra i cittadini sull’importanza di disporre di impianti elettrici sicuri, aggiornati e conformi alle normative vigenti. Quando le persone comprendono i rischi legati all’obsolescenza degli impianti e ne percepiscono l’importanza in termini di sicurezza, efficienza e valore dell’immobile, diventano esse stesse protagoniste del processo di innovazione. Solo attraverso questa presa di coscienza collettiva si può generare una domanda diffusa di adeguamento e riqualificazione, capace di attivare un circolo virtuoso che coinvolga cittadini, professionisti e istituzioni.

 

E come si può sviluppare questa consapevolezza?

È necessario avviare una campagna di comunicazione a livello nazionale volta a diffondere la cultura della sicurezza, dell’efficienza energetica e dell’utilizzo razionale dell’energia elettrica nelle abitazioni. Promuovere l’adozione di tecnologie innovative in grado di assicurare standard qualitativi sempre più elevati, migliori prestazioni e vantaggi sia in termini di fruibilità che di valorizzazione del patrimonio immobiliare rappresenta una sfida imprescindibile. Tale impegno costituisce un passaggio fondamentale per la costruzione di un Paese che pone al centro la sostenibilità nelle sue dimensioni sociale, ambientale ed economica.

 

Da dove dovremmo iniziare?

Guardando al futuro, risulta indispensabile disporre di un quadro quanto più realistico e aggiornato della situazione. Ad oggi, a differenza di quanto è accaduto per gli impianti termici, non abbiamo un catasto degli impianti elettrici che permetta la raccolta, la gestione e l’aggiornamento dei dati sugli impianti esistenti. La conseguenza è che non conosciamo lo stato di salute degli impianti elettrici, soprattutto nelle abitazioni, e non siamo in grado di valutare con precisione la portata degli interventi necessari.

Manca una disciplina normativa chiara e vincolante che preveda l’obbligo di manutenzione e verifica periodica degli impianti elettrici nelle abitazioni.

Non è possibile lasciare la possibilità ai consumatori di modificare liberamente la potenza contrattuale impegnata, spesso con una semplice richiesta al proprio fornitore, non accompagnata da una valutazione della capacità dell’impianto elettrico domestico di sostenere tali carichi.

L’attuale legislazione in materia non è oggi adeguata a sostenere la trasformazione in atto.

In particolare, è urgente rivedere il quadro normativo di riferimento, il cui principale provvedimento risale al 2008 (DM 37/2008), anche in vista del recepimento degli obiettivi fissati dalla Direttiva EPBD. Tuttavia, affinché si possa costruire un impianto normativo realmente efficace e avviare iniziative mirate, senza disperdere risorse economiche, è necessario avere una visione d’insieme che fino ad oggi è mancata. L’auspicio è che tra i principali stakeholder della catena del valore (dai produttori ai consumatori) e le istituzioni si apra un tavolo di confronto sui temi sopra esposti. Io lavorerò in questa direzione, ed è il principale obiettivo che mi sono dato per il mio mandato.

Il cambiamento deve avvenire su larga scala, coinvolgendo istituzioni, imprese e cittadini in un confronto che consenta di guidare il cambiamento verso impianti sicuri ed evoluti per dare valore alla casa.

Gli edifici sostenibili non sono solo un vantaggio ambientale, ma anche economico e sociale.

La trasformazione è iniziata: ora serve accelerare.

 

Per concludere: a novembre sarete partner di una manifestazione come Smart Building Expo che nel quadro di MIBA-Milan International Building Alliance costituisce sicuramente uno dei principali eventi fieristici in Europa nel campo della home and building automation. Che valore attribuite a questi eventi e quale sarà il vostro contributo?

Credo che eventi come Smart Building Expo rappresentino un’occasione irrinunciabile per tutti gli operatori della filiera per comprendere dove stiamo andando, oltre che per fare business. Credo anche che in Italia ci sia bisogno di momenti come questo in cui una filiera si riconosce, si confronta, sceglie che strada intraprendere. Il nostro contributo sarà quello di dare rappresentazione concreta a quanto dicevo in apertura, ovvero mettere allo stesso tavolo i principali attori della filiera per proporre una visione condivisa, per avere una strategia comune. Sarebbe una novità assoluta in un Paese come l’Italia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Luca Baldin

Project Manager di Pentastudio e della piattaforma di informazione e marketing Smart Building Italia. È event manager della Fiera Smart Building Expo di Milano e Smart Building Levante di Bari. Dirige la rivista Smart Building Italia.