Brescia Smart City: tra sperimentazione e realismo, la città che vuole innovare
Brescia, con i suoi circa 196.700 abitanti, è uno dei laboratori urbani emergenti del panorama italiano delle città intelligenti.
Dal 2012 – anno in cui ha accettato la sfida delle “smart city” a livello europeo – l’Amministrazione comunale ha attivato una strategia di innovazione integrata, basata su più ambiti: ambiente, mobilità, governance digitale, rete sociale e patrimonio urbano.
Progetti e infrastrutture abilitanti
Uno degli elementi chiave del processo è la realizzazione dell’infrastruttura digitale “Smart Area Brescia” promossa dalla Provincia in collaborazione con A2A Smart City. Si tratta di una rete LoRa / IoT estesa, progettata per attivare servizi smart in numerosi piccoli comuni del territorio: parcheggi intelligenti, monitoraggio ambientale, gestione efficiente dell’illuminazione pubblica, controllo strutturale degli edifici e supporto per il comfort negli edifici. Il progetto iniziale coinvolge 28 Comuni, ma è concepito per essere espandibile in futuro.
Questo tipo di rete “da sotto” è essenziale: senza un’infrastruttura abilitante robusta, anche le idee migliori restano sulla carta. Brescia sta investendo su questo aspetto, riconoscendolo come condizione necessaria per dare concretezza ai servizi smart.
Mobilità del futuro: auto condivise e autonome
Un progetto che attrae molta attenzione è il servizio di car-sharing auto a guida autonoma, in collaborazione tra A2A, il Politecnico di Milano e il Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile (MOST). Il modello prevede che l’auto raggiunga autonomamente l’utente, lo conduca alla destinazione e poi riparta: eliminando l’obbligo dell’intermediazione umana e riducendo il numero di veicoli necessari in circolazione. Un prototipo elettrico già ha percorso i primi chilometri su strada aperta a Brescia.
Se funzionerà, si dovrà guardare sia all’efficienza che all’integrazione con il sistema di trasporto urbano: deve inserirsi senza “distruggere” la mobilità esistente, ma piuttosto arricchirla. Le sfide normative, di sicurezza e di accettazione sociale sono molte.
Governance digitale e partecipazione
Un pilastro della visione di Brescia come città “smart” è la dimensione della governance digitale e della partecipazione attiva. Già nel 2017 la provincia ha adottato la piattaforma Qcumber, strumento di social engagement e partecipazione per oltre 200 comuni del territorio. L’obiettivo era creare un ecosistema in cui istituzioni, cittadini e imprese condividessero dati, proposte e monitoraggio ambientale in modo collaborativo.
Una governance che parla e ascolta, non solo che impone: questo è uno degli assi di trasformazione imprescindibili affinché la tecnologia serva le persone, e non il contrario.
Posizionamento e ambizioni nell’ecosistema smart
Nel panorama nazionale delle città digitali, Brescia si è guadagnata un posto di rilievo. Nell’ICity Rank 2024, la città è inserita nel gruppo di realtà “altamente digitalizzate”, con indicatori di eccellenza in “Città connesse” che le consentono di competere con capoluoghi più grandi. Brescia è indicata tra le otto città medio-piccole vicine alla maturità digitale.
Ciò non significa che non ci siano lacune o ritardi: la sfida è passare dall’innovazione frammentaria a una “smartness” integrata, che mettа insieme mobilità, energia, dati, sociale e cultura in una visione coesa.





