La sfida dell’elettrificazione/3 – Elettrificazione e transizione energetica
La parola a Ilario Lisei, presidente di ANIE-CSI
Continuano le interviste ai principali stakeholder del processo di elettrificazione in corso. Una delle grandi rivoluzioni che stanno investendo il Paese e di cui si parla troppo poco, a scapito principalmente dei cittadini, che si trovano a correre inutilmente rischi rilevanti per la loro salute.
Al riguardo si è costituito un tavolo di concertazione coordinato da Prosiel che vede la partecipazione di numerosi rappresentanti di associazioni coinvolte nel processo, tra le quali ANIE-CSI, l’Associazione che, all’interno di ANIE Federazione, rappresenta l’industria dei componenti e sistemi per impianti. Abbiamo quindi raccolto le opinioni del Presidente Ilario Lisei.
Caro Presidente, secondo ANIE-CSI quali innovazioni tecnologiche nel settore elettrotecnico possono accelerare il processo di elettrificazione degli edifici in Italia?
Premesso che, indipendentemente da fattori ideologici, il drive energetico nell’edificio si sta spostando sempre più su quello elettrico, la tecnologia principe che implementa e abilita questo processo è la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (FV) e tutto quello che ne consegue con l’accumulo ed il controllo per una più efficiente gestione. Alla base, ovviamente, devono essere adeguate le infrastrutture elettriche, sia di potenza per l’energia, sia di segnale per la digitalizzazione; senza questi due elementi non possiamo nemmeno iniziare a parlare di transizione.
In che misura l’elettrificazione rappresenta un’opportunità di sviluppo industriale e occupazionale per le imprese associate ANIE-CSI?
L’aumento di energia elettrica nell’edificio implica, necessariamente, il maggior uso di tecnologie elettriche, in particolare CSI è interessata con tutte le sue componenti dell’associazione, che ricordo essere:
- Componenti Elettrici per la distribuzione, comando e protezioni delle linee.
- Smart Meter per il controllo e la gestione integrata dei vari sistemi, indispensabili per una maggiore efficienza, su cui oggi si è molto sensibili.
- Batterie e Pile che riguardano gli accumuli, sempre di più indispensabili per rendere una produzione da rinnovabili stabile e gestibile a seconda delle esigenze.
Mi piace sottolineare che in questi settori gran parte della produzione e dello sviluppo sono localizzati in Italia, dal che ne consegue che l’impatto sul sistema Paese è altissimo, favorendo tutta la filiera.
Quali partnership pubblico-private potrebbero favorire la diffusione di infrastrutture elettriche smart e integrate?
La diffusione di infrastrutture elettriche smart e integrate è fondamentale e indispensabile per lo sviluppo della transizione energetica; le PPP ci fanno andare “oltre l’edificio” coinvolgendo altri attori in grado di affrontare la complessità della soluzione. Ci sono due strade, ma di fatto ne è percorribile solo una: la prima è quella di rivedere totalmente tutte le componenti: la Produzione (Gas, Idrocarburi, Eolico, FV, Idrogeno, Idrico … ), la Distribuzione (primaria e secondaria), le Cabine (AT/MT, MT/BT), le Reti …. il tutto con tempi e investimenti insostenibili. La seconda strada, di fatto l’unica, è quella di gestire con “intelligenza” quello che già esiste mettendo allo stesso tavolo tutti gli attori che per le PPP sono Utility, Reti, Comuni, ESCo, Regioni, GSE, Start-UP, Privati, Imprese. Inutile ricordare in questa sede che esistono già oggi degli strumenti idonei a sviluppare queste collaborazioni e non ancora decollati in Italia, come ad esempio le CER e i Servizi di Flessibilità. La parola magica per avviare ed accelerare questi processi è ovviamente





