L’anno che verrà
Alla fine dell’anno e all’inizio di quello nuovo c’è la tradizione di fare buoni propositi. Non so quali siano stati quelli dei potenti del mondo ma certo è che, se il buon giorno si vede dal mattino, c’è poco da stare allegri.
Ma noi di Smart Building Italia siamo degli inguaribili ottimisti e vogliamo guardare al nuovo anno con la positività delle cose da fare, degli obiettivi da raggiungere, che nel nostro campo sono davvero tanti e, per certi versi, entusiasmanti.
A noi piace, e molto, stare dentro al processo di innovazione del Paese, come parte di un progetto più ampio che guarda con speranza (che non è futile illusione) all’Europa e al Mondo e che ha l’obiettivo di ridisegnare i termini di fondo del concetto stesso di progresso. Siamo convinti che la tecnologia e la scienza abbiano ancora molto da offrire all’uomo e al Pianeta, a condizione che si sposi con una politica buona, capace di guardare all’oggi ma con uno sguardo lungo sul futuro e che metta al centro l’uomo e il suo ambiente.
La transizione energetica e la rivoluzione digitale, con le nuove frontiere aperte dall’Intelligenza Artificiale, costituiscono sfide che non si posso perdere e che ci vedono tutti, ma proprio tutti, coinvolti e, forse, l’impazzimento della geopolitica, ha a che fare proprio con questa rivoluzione in atto, che può ridisegnare i connotati del mondo che conoscevamo mettendo in discussione equilibri che sembravano immutabili. Quello che ne uscirà potrà essere migliore o peggiore di ciò che lo ha preceduto, dipenderà sostanzialmente da noi, piccolo o grande sia il nostro ruolo.
Come comunicatori noi abbiamo il dovere etico di guardare a ciò che ci sta attorno, di comunicarlo e anche di interpretarlo. Cercheremo di farlo sempre meglio e per questo motivo abbiamo ulteriormente sviluppato le collaborazioni con alcuni dei massimi esperti del settore, settore di cui noi ci sentiamo parte integrante.
Sul piano degli eventi il 2026 è per noi l’anno di Bari, l’alter ego di Milano al sud, dove ci presenteremo in forze con i colleghi di Fiera Milano per dimostrare che l’Italia è una e che i temi dell’innovazione nel campo dell’edilizia non conoscono confini. L’obiettivo sarà sempre lo stesso, così apprezzato lo scorso anno a Milano: fare in modo che un intero comparto, una grande community professionale abbia un luogo fisico di rappresentazione, un posto dove trovarsi e riconoscersi una volta all’anno, per fare business, ovviamente, ma non di meno per fare cultura tecnologica, formazione e informazione.
Nel 2026 parleremo anche di molte altre cose, attraverso una fitta rete di collaborazioni (perché l’altra cosa di cui siamo convinti è che da soli non si fa più nulla): parleremo di innovazione nel campo dell’hotellerie (a BTM a febbraio), parleremo di nuovi Data Center sostenibili al sud (in Fiera del levante a marzo), parleremo anche di rapporto tra salute e qualità degli spazi abitativi. Ma un progetto mi sta particolarmente a cuore, ed è il programma Smart installer, che si sposa strettamente al progetto europeo Life-Skema, perché pone al centro il tema della formazione di nuovi tecnici, l’anello forse più debole della filiera, ma anche quello più indispensabile. Nei processi di innovazione, infatti, la formazione è tutto.
Questi e molti altri sono i nostri buoni propositi per il 2026.





