Data center in Europa: la strategia UE tra efficienza energetica, sostenibilità e crescita del cloud
L’Unione Europea accelera sulle regole per ridurre consumi ed emissioni dei data center, infrastrutture chiave per cloud e intelligenza artificiale. Tra nuova normativa sull’efficienza energetica e criteri di sostenibilità, Bruxelles punta a governare un settore in forte espansione, destinato a pesare sempre di più sulla domanda elettrica.
Nel percorso verso la sovranità digitale, i data center sono ormai considerati infrastrutture strategiche: alimentano cloud, intelligenza artificiale e servizi connessi, diventando l’ossatura dell’economia dei dati. Ma la loro crescita pone una domanda cruciale: come conciliare lo sviluppo digitale con i vincoli energetici e ambientali dell’Europa? L’Unione Europea sta rispondendo con un approccio sempre più chiaro: non frenare il settore, ma governarlo attraverso efficienza, trasparenza e sostenibilità.
La cornice principale è la nuova Energy Efficiency Directive – Direttiva (UE) 2023/1791, che introduce obblighi di monitoraggio e rendicontazione per i data center più energivori. In particolare, l’UE prevede la raccolta sistematica di dati su consumi e performance per le strutture sopra determinate soglie, con l’obiettivo di costruire una base informativa comune e comparabile a livello europeo. In quest’ottica, il data center non è più una “scatola nera” energivora, ma un’infrastruttura chiamata a dimostrare in modo misurabile il proprio impatto.
Accanto agli obblighi, l’Europa sta spingendo anche sul versante finanziario: la Tassonomia UE definisce infatti i criteri per classificare come “sostenibili” gli investimenti nel settore, orientando capitali e progetti verso standard più efficienti e a minore impronta ambientale. Il messaggio è evidente: chi innova e investe, potrà farlo più facilmente se rispetta parametri chiari di sostenibilità.
La portata del fenomeno giustifica questa accelerazione normativa. Secondo la International Energy Agency (IEA), nel 2024 i data center hanno consumato circa 415 TWh di elettricità, pari a circa l’1,5% del consumo globale, e le proiezioni indicano un possibile aumento fino a circa 945 TWh annui entro il 2030. Numeri che, pur rappresentando una quota non dominante in termini assoluti, diventano critici perché concentrati in specifiche aree geografiche e reti elettriche già sotto pressione.
Si può senz’altro affermare, perciò, che l’atteggiamento della UE non è “pro o contro” i data center: è un atteggiamento regolatorio e strategico. L’obiettivo è far crescere queste infrastrutture, ma rendendole più efficienti, più trasparenti e integrate nella transizione energetica, così che l’economia digitale europea possa espandersi senza compromettere quella sostenibile





