Data Center più sostenibili: Data4 e APL misurano l’impatto ambientale con la Life Cycle Assessment

26 Gennaio 2026 Luca Baldin


Un nuovo white paper introduce la prima analisi LCA completa su un data center da 5 MW: materiali, energia e consumi idrici entrano finalmente in una valutazione trasparente e scientifica lungo tutto il ciclo di vita

Nel dibattito sulla sostenibilità dei data center siamo ormai abituati a ragionare (quasi) esclusivamente in termini di consumi: quanta energia serve, quanta acqua viene utilizzata, quale sia l’efficienza complessiva dell’infrastruttura. È un approccio comprensibile, ma spesso parziale. Perché la sostenibilità di un data center non si esaurisce nella fase operativa: nasce molto prima e prosegue ben oltre.

Proprio da questa consapevolezza prende forma il nuovo white paper presentato da Data4 e APL Data Center, che introduce un elemento destinato a diventare centrale per tutto il settore: la prima analisi ambientale completa del ciclo di vita di un data center, basata su una metodologia scientifica riconosciuta a livello internazionale.

Si tratta, di fatto, di un cambio di prospettiva: non più solo “quanto consuma”, ma “quanto impatta davvero”, lungo tutto l’arco della sua esistenza, dall’estrazione delle materie prime fino allo smantellamento finale.

Lo studio – condotto su un data center da 5 MW e sviluppato secondo gli standard ISO 14040 e 14044 – evidenzia un dato che colpisce: la produzione di attrezzature e materiali, inclusi elementi strutturali come cemento e acciaio, rappresenta il 39% dell’impronta di carbonio su un orizzonte di 20 anni, un valore non lontano da quello della fase operativa, che incide per il 48%. Numeri che impongono di allargare il perimetro della discussione: la sostenibilità non è solo gestione efficiente, ma anche scelta consapevole di materiali, tecnologie e fonti energetiche.

Interessante anche il tema acqua: l’analisi dimostra che il consumo diretto del data center esaminato è inferiore allo 0,1%, mentre la componente idrica più significativa è legata indirettamente alla produzione di elettricità. Un elemento che ridimensiona molte narrazioni semplicistiche e restituisce complessità a un’infrastruttura spesso raccontata solo per slogan.

In questo senso, la decisione di Data4 di pubblicare i risultati in totale trasparenza rappresenta un segnale forte: non solo verso il mercato, ma verso l’intero ecosistema del digitale. Come sottolinea Linda Lescuyer, Head of Environment & Innovation di Data4, “possiamo migliorare solo ciò che comprendiamo e quindi ciò che misuriamo in modo completo”.  Ed è proprio nella misurazione completa che si gioca la vera credibilità della transizione sostenibile del settore.

Il white paper si inserisce nel programma Data4Good e si traduce già in azioni concrete: dall’impiego di calcestruzzo a basse emissioni ai contratti PPA per energia rinnovabile, fino a sistemi di raffreddamento senza utilizzo di acqua, dichiarati fino a 25 volte più efficienti rispetto alla media di settore . Un approccio che sposta la sostenibilità dal piano delle dichiarazioni a quello delle scelte progettuali e industriali.

Scarica il white paper QUI

Luca Baldin

Project Manager di Pentastudio e della piattaforma di informazione e marketing Smart Building Italia. È event manager della Fiera Smart Building Expo di Milano e Smart Building Levante di Bari. Dirige la rivista Smart Building Italia.