Facciamo chiarezza sul Conto termico 3.0
Dalla sostituzione degli impianti al controllo digitale: con il Conto Termico 3.0 i sistemi BACS diventano un driver strategico per tagliare consumi, ottimizzare la gestione e aumentare la qualità energetica degli edifici.
Il Conto Termico 3.0 è stato “varato” con il Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) del 7 agosto 2025, poi pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 224 del 26 settembre 2025. L’entrata in vigore del nuovo regime è avvenuta il 25 dicembre 2025 e, per completezza, le Regole Applicative (che rendono la misura realmente operativa nei dettagli) sono state approvate il 19 dicembre 2025.
Ma di che cosa parliamo?
Il Conto Termico 3.0 è la nuova versione aggiornata del meccanismo di incentivazione pubblico (gestito dal GSE) pensato per sostenere interventi che migliorano l’efficienza energetica e aumentano la produzione di energia termica da fonti rinnovabili negli edifici. In pratica: è un sistema che rimborsa una parte della spesa (con un contributo economico) a chi realizza determinati lavori “virtuosi”, soprattutto su impianti e riqualificazione energetica.
Il Conto Termico 3.0 è rivolto a Pubbliche Amministrazioni, Privati (persone fisiche e condomìni) e Imprese (in alcuni casi)..01.21
Il Conto Termico incentiva tipicamente:
- La sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con sistemi più efficienti
- Gli impianti a pompa di calore
- Le caldaie e generatori a biomassa
- Il solare termico
- Gli scalda bagno a pompa di calore
- Gli interventi di efficienza energetica su edifici pubblici (ad esempio isolamento, schermature, building automation in determinati casi, ecc.)
Ma perché si chiama 3.0? Semplicemente perché è un aggiornamento del Conto Termico già esistente (nato con il DM 28/12/2012 e poi potenziato con il cosiddetto Conto Termico 2.0, DM 16/02/2016). L’obiettivo del 3.0 è rendere gli incentivi più efficaci e più accessibili, con regole e procedure riviste (es. maggiore allineamento a obiettivi di decarbonizzazione e transizione energetica).
Vediamo ora in che casi il conto termico 3.0 si sposa alla building automation.
Il Conto Termico 3.0 “si sposa” molto bene con la building automation quando l’automazione non è un gadget domotico, ma diventa un vero intervento di efficienza energetica, cioè capace di misurare, regolare e ottimizzare i consumi (soprattutto quelli legati a climatizzazione e ACS).
Di fatto, nel meccanismo del Conto Termico la building automation entra come intervento incentivabile dedicato (sistemi di automazione e controllo dell’edificio, in logica BACS/HBES e in riferimento a standard come UNI EN 15232).
Vediamo quindi i casi tipici in cui l’incentivo ha più senso (e più “coerenza tecnica” con la norma e con EPBD4).
1) Quando la BA governa gli impianti termici (non solo luci o tapparelle)
Il caso più coerente con la norma è quando la building automation interviene direttamente sulla gestione energetica, ovvero quando funziona come “cervello” dell’edificio e rende misurabile e controllabile la prestazione. Parliamo quindi di:
- regolazione automatica del riscaldamento
- controllo del raffrescamento
- ottimizzazione della ventilazione
- gestione della produzione ACS
- programmazione oraria, set-point intelligenti, logiche di priorità e anticipo
2) Quando si sostituisce il generatore e la BA completa l’intervento (pompe di calore, ibridi, ecc.)
In quest’ambito i Conto Termico 3.0 incentiva interventi come:
- pompe di calore
- sistemi ibridi
- solare termico
- generatori efficienti
In questi scenari, la building automation è strategica perché migliora la resa reale dell’impianto (non solo quella di targa); riduce consumi e sprechi (accensioni inutili, sovratemperature, ecc.) e abilita la gestione evoluta (anche multi-zona)
È quindi l’approccio tipico da “impianto efficiente + controllo intelligente”, che viene sempre più valorizzato nel nuovo quadro incentivi.
3) Quando l’edificio è complesso o “multizona” (terziario, pubblico, grandi condomìni)
La building automation diventa particolarmente efficace (quindi “incentivabile con senso”) quando ci sono:
- più zone con usi diversi
- più impianti che devono dialogare
- occupazione variabile (uffici, scuole, ospedali, ecc.)
In questi casi, la BA permette:
- regolazione per zone/aree
- controllo centralizzato
- gestione energetica più “da facility management”
È anche uno dei contesti più coerenti con la Direttiva EPBD4 verso edifici monitorabili e più “smart”.
4) Quando è abbinata a contabilizzazione, termoregolazione e monitoraggio
Uno scenario molto frequente è l’integrazione tra:
- building automation
- contabilizzazione
- termoregolazione evoluta
- telelettura e supervisione
Perché “funziona” bene col Conto Termico? Perché l’incentivo premia gli interventi che dimostrano un salto di qualità nella gestione dei consumi, non solo la sostituzione di componenti.
5) Quando porta l’edificio verso una classe BACS più alta nella logica della EPBD4
Senza entrare troppo nel tecnico, la Direttiva europea spinge verso edifici:
- più efficienti
- più controllabili
- più “responsivi” (smart readiness)
E la building automation è uno dei pilastri per arrivarci.
Quindi: la BA è perfetta per la “transizione digitale” e, se applicata agli impianti, diventa anche leva della transizione energetica esattamente nella logica della cosiddetta “twin transition”.





