Ingegneria: boom di immatricolazioni e ritorno dell’interesse per il civile grazie alla spinta green

3 Marzo 2026 Luca Baldin


Immatricolazioni in ingegneria 2024-25 in crescita del 6%: riparte l’ingegneria civile e ambientale, sempre più strategica per transizione ecologica e sicurezza del territorio.

Il nuovo rapporto annuale del Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri consegna al Paese un dato incoraggiante: nell’anno accademico 2024-25 le immatricolazioni ai corsi di laurea in ingegneria crescono del 6%, confermando l’attrattività di un ambito formativo che continua a dialogare con le trasformazioni profonde dell’economia e della società.

Se si considerano i soli corsi “tipici” dell’ingegneria, gli immatricolati sfiorano quota 55mila; allargando lo sguardo a tutte le classi di laurea che consentono l’accesso all’Esame di Stato, si arriva a quasi 68mila iscritti, anch’essi in crescita del 6% rispetto all’anno precedente.

Un dato che si inserisce in un quadro più ampio: nel 2024 il 73% dei diplomati ha proseguito gli studi universitari, quattro punti percentuali in più rispetto all’anno precedente.

A trainare la crescita restano l’ingegneria industriale, con oltre 26mila immatricolati (+10%), e l’ingegneria dell’informazione, anch’essa in aumento (+6,1%). Ma la notizia che merita particolare attenzione – anche per chi si occupa di edifici, città e infrastrutture – riguarda il ritorno di interesse verso il settore civile e ambientale. Dopo anni di contrazione, l’area Ingegneria civile e Architettura registra circa 13.400 immatricolazioni e mostra segnali concreti di risveglio: la classe Scienze e tecniche dell’edilizia cresce del 16,3%, mentre il corso quinquennale in Architettura e ingegneria edile-architettura segna un +6%.

Numeri che potrebbero indicare non un episodio isolato, ma l’inizio di un’inversione di tendenza.

Lo sottolinea il presidente del CNI, Angelo Domenico Perrini: «La buona notizia è che, dopo anni di sofferenza, anche il settore civile ed ambientale dà segnali di risveglio, a dimostrazione del fatto che le evoluzioni future non cancelleranno la necessità di avere ingegneri competenti e attivi in questo ambito».

Parole che intercettano un punto cruciale: oggi l’ingegneria civile non è più soltanto costruzione tradizionale, ma presidio della sicurezza del territorio, leva per la rigenerazione urbana, infrastruttura abilitante della transizione energetica e della decarbonizzazione del patrimonio edilizio. È qui che si incrociano PNRR, adattamento climatico, resilienza sismica, efficientamento energetico e digitalizzazione degli edifici. Ed è probabilmente anche per questo che il settore torna a parlare ai giovani: perché è dentro le politiche green che si gioca una parte decisiva del futuro professionale.

Il rapporto evidenzia inoltre la crescita costante della componente femminile, che raggiunge il 28,2%, con oltre 15mila nuove immatricolate (1500 in più rispetto all’anno precedente).

Un segnale importante per un comparto che evolve non solo nei contenuti, ma anche nella sua composizione. I dati raccontano, infatti, un sistema universitario che intercetta le traiettorie reali di sviluppo del Paese e una generazione che guarda all’ingegneria come a un ambito capace di coniugare innovazione, sostenibilità e impatto concreto. E il fatto che l’ingegneria civile torni a crescere è, per chi si occupa di smart building e trasformazione del costruito, un segnale che va letto con attenzione e – perché no – con un cauto ottimismo.

 

Luca Baldin

Project Manager di Pentastudio e della piattaforma di informazione e marketing Smart Building Italia. È event manager della Fiera Smart Building Expo di Milano e Smart Building Levante di Bari. Dirige la rivista Smart Building Italia.