Piano casa: occasione storica per costruire (davvero) il futuro degli edifici

5 Maggio 2026 Luca Baldin


Il nuovo Piano Casa approvato dal Governo – con l’obiettivo dichiarato di immettere sul mercato circa 100.000 alloggi in dieci anni – rappresenta, al di là della contingenza politica, uno dei più rilevanti interventi strutturali sull’edilizia residenziale degli ultimi decenni.

Un piano da circa 10 miliardi di euro che punta non solo alla realizzazione di nuove abitazioni, ma soprattutto al recupero e alla rigenerazione del patrimonio esistente, a partire da circa 60.000 alloggi popolari oggi non assegnabili perché in condizioni inadeguate.

È proprio qui che si gioca la partita più interessante

Il cuore del provvedimento non è tanto – o non solo – la nuova costruzione, quanto il grande piano di ristrutturazione e riqualificazione dell’esistente. Interventi sugli impianti, manutenzioni straordinarie, adeguamenti funzionali: un’enorme massa critica di lavori che, inevitabilmente, porterà con sé due direttrici oggi imprescindibili — efficientamento energetico e digitalizzazione.
Non si tratta di un effetto collaterale, ma di una conseguenza strutturale. Ogni intervento sugli impianti, infatti, è oggi occasione per intervenire sulle prestazioni energetiche degli edifici, in linea con gli obiettivi europei. Il Piano Casa, anche senza dichiararlo esplicitamente in questi termini, si inserisce nel percorso tracciato dalla EPBD4, che impone una trasformazione profonda del patrimonio edilizio esistente. In questo senso, la riqualificazione degli alloggi popolari può diventare un laboratorio su larga scala per l’adozione di tecnologie efficienti, sistemi di gestione dell’energia, soluzioni integrate edificio-impianto.

Ma c’è di più

La vera discontinuità, se colta fino in fondo, riguarda la digitalizzazione. Intervenire oggi sugli edifici senza dotarli di un’infrastruttura digitale adeguata significherebbe perdere un’occasione irripetibile. Cablaggi, connettività, sistemi di monitoraggio e gestione, piattaforme di controllo: il Piano Casa può diventare il più grande programma di infrastrutturazione digitale diffusa mai realizzato nel residenziale italiano. Un mercato potenziale enorme per tutta la filiera dello smart building.
Affinché questo scenario si realizzi, però, serve un passaggio decisivo: la capacità di tradurre le norme in progetti concreti. E qui emerge un nodo troppo spesso sottovalutato: la formazione. Non basta semplificare le procedure o nominare commissari straordinari. Occorre investire seriamente nella formazione dei funzionari degli uffici tecnici comunali, che saranno chiamati a gestire autorizzazioni, verifiche e controlli.
Formazione che non può limitarsi agli adempimenti amministrativi, ma deve riguardare soprattutto la conoscenza delle tecnologie disponibili: sistemi di efficientamento energetico, building automation, infrastrutture digitali, integrazione tra impianti. Solo così sarà possibile evitare che gli interventi si riducano a una mera manutenzione, perdendo il valore trasformativo richiesto oggi dall’Europa.

Il Piano Casa nasce per rispondere a un’emergenza abitativa reale, che riguarda non solo le fasce più deboli ma anche quella “zona grigia” di famiglie e lavoratori che faticano ad accedere al mercato immobiliare.  Ma può diventare molto di più: uno strumento di politica industriale, capace di attivare filiere, innovazione e competenze.

La storia italiana ci insegna che i grandi piani per la casa – dall’INA-Casa in poi – hanno avuto successo quando sono stati capaci di generare non solo alloggi, ma sviluppo. Oggi abbiamo l’opportunità di fare un passo ulteriore: costruire edifici non solo più accessibili, ma anche più efficienti, intelligenti e connessi.
Sta a noi decidere se limitarci a ristrutturare il passato o iniziare finalmente a costruire il futuro.

 

Luca Baldin

Project Manager di Pentastudio e della piattaforma di informazione e marketing Smart Building Italia. È event manager della Fiera Smart Building Expo di Milano e Smart Building Levante di Bari. Dirige la rivista Smart Building Italia.