Data center, la Puglia punta sull’economia digitale per attrarre investimenti e trattenere i talenti

28 Settembre 2026 La redazione


Alla Fiera del Levante il progetto per fare della regione un hub strategico del Mediterraneo. La proposta presentata da Luca Baldin si inserisce nella strategia di Hub Puglia: investimenti tecnologici, nuove competenze e una filiera economica che va ben oltre i CED.

BARI – Trattenere i talenti e attrarre investimenti ad alto contenuto tecnologico. È la strategia al centro di Hub Puglia, la giornata promossa dalla Regione Puglia il 26 settembre alla Fiera del Levante per costruire un ecosistema capace di mettere in rete imprese, università, ITS Academy, ricerca e istituzioni. Una visione nella quale si inserisce con particolare coerenza il progetto per fare della Puglia un hub strategico dei data center nel Mediterraneo, presentato da Luca Baldin, direttore di Smart Building Italia e coordinatore organizzativo del Mediterranean Data Center Forum, nell’ambito della sessione dedicata ad attrazione degli investimenti e grandi progetti.

La Regione, per esplicita volontà del suo Presidente Antonio Decaro e dell’Assessore allo Sviluppo Economico e al Lavoro Eugenio Di Sciascio indica infatti tra le proprie priorità l’attrazione di investimenti nazionali e internazionali ad alto contenuto tecnologico e la valorizzazione del capitale umano, con l’obiettivo di offrire ai giovani pugliesi opportunità professionali qualificate che consentano loro di restare o tornare sul territorio. È esattamente il terreno sul quale si muove il progetto data center.

La proposta presentata da Baldin parte da alcuni asset concreti: cavi sottomarini e dorsali in fibra, interconnessioni con Balcani e Nord Africa, disponibilità di energia rinnovabile e capitale umano qualificato prodotto dal sistema universitario regionale. A questi si aggiunge un quadro normativo che vede la Puglia tra le prime Regioni italiane ad essersi dotata di specifiche linee guida per la localizzazione e realizzazione dei centri di elaborazione dati.

Ma il punto più interessante è che un data center non è un oggetto isolato. Intorno alla sua costruzione e gestione si sviluppa un’economia articolata: progettazione, impiantistica elettrica e meccanica, sistemi di raffreddamento, produzione e gestione dell’energia, reti in fibra, cybersecurity, automazione, manutenzione, facility management e servizi professionali. A ciò si somma la domanda di nuove competenze specialistiche, dal data center engineering alla gestione termo-energetica fino alla sicurezza delle infrastrutture digitali, ambiti che il progetto indica esplicitamente tra quelli sui quali costruire percorsi formativi.

L’obiettivo diventa quindi trasformare i grandi investimenti infrastrutturali in filiere territoriali e occupazione qualificata, facendo dei data center un acceleratore della twin transition digitale ed energetica.

Il percorso è già avviato. Dal primo Mediterranean Data Center Forum, promosso da MEDISDIH e Pentastudio, è nata la proposta di una regia regionale unitaria capace di mettere a sistema istituzioni, imprese, università e infrastrutture. Prossime tappe: il workshop sulla costruzione sostenibile dei data center il 19 novembre a MIBA Levante e il secondo Mediterranean Data Center Forum, in programma a Bari il 9 aprile 2027.