Fibra ottica nelle case: il Governo studia nuovi incentivi per accelerare la digitalizzazione degli edifici
La nuova Strategia nazionale per la banda ultralarga punta a raddoppiare l’utilizzo delle reti FTTH entro il 2031. Allo studio voucher per le famiglie, ma per trasformare la copertura in connessioni effettive occorre intervenire anche sulle infrastrutture interne agli edifici.
L’Italia ha investito miliardi di euro nella realizzazione delle reti digitali di nuova generazione, ma una parte considerevole di queste infrastrutture rimane ancora inutilizzata. È questo il paradosso che il Governo intende affrontare con la revisione della Strategia nazionale per la banda ultralarga 2027-2030, introducendo possibili incentivi economici per favorire l’attivazione delle connessioni in fibra ottica nelle abitazioni.
L’obiettivo è ambizioso: portare entro il 2031 il tasso di utilizzo delle reti FTTH almeno al 52%, rispetto a un valore nazionale attualmente inferiore al 30%. Un salto significativo, che richiederà interventi coordinati sul fronte della domanda e dell’accessibilità effettiva ai servizi.
Tra le misure allo studio figurano voucher destinati alle famiglie per incentivare il passaggio alle connessioni Fiber to the Home, con fibra ottica fino all’unità immobiliare. Importi, requisiti e disponibilità finanziarie sono tuttavia ancora da definire.
Ma il tema non è soltanto economico. Una rete che raggiunge un quartiere, o persino un edificio, non garantisce automaticamente la possibilità di collegare ogni singola abitazione. L’ultimo tratto dell’infrastruttura rappresenta ancora troppo spesso un ostacolo alla piena digitalizzazione del patrimonio immobiliare.
È proprio su questo punto che la questione assume un rilievo particolare per la filiera dello smart building. La disponibilità di impianti multiservizio in fibra ottica, previsti dal quadro normativo nazionale e disciplinati dalla normativa tecnica CEI, costituisce un fattore abilitante fondamentale per rendere gli edifici realmente predisposti alla connettività ultralarga.
Senza un’adeguata infrastrutturazione interna, anche gli investimenti pubblici più importanti rischiano di non tradursi in benefici concreti per i cittadini.
La nuova strategia dovrebbe inoltre migliorare la trasparenza sulle possibilità effettive di attivazione dei collegamenti, distinguendo gli immobili semplicemente raggiunti dalla rete da quelli realmente collegabili.
Il potenziale impatto riguarda l’intera filiera, dagli operatori infrastrutturali come FiberCop e Open Fiber fino ai progettisti, agli installatori e ai tecnici specializzati.
La sfida, dunque, non consiste più soltanto nel portare la fibra sul territorio, ma nel trasformare la connettività in una dotazione ordinaria e accessibile degli edifici, indispensabile per servizi digitali, telelavoro, telemedicina e applicazioni avanzate della smart home.
Un obiettivo che richiede incentivi, certamente, ma anche competenze professionali, infrastrutture interne adeguate e una visione integrata delle politiche per l’edilizia e la digitalizzazione.





