AI negli edifici: dalla domotica al “building brain”

24 Febbraio 2026 Luca Baldin


Dall’automazione alla cognitività degli edifici, l’intelligenza artificiale sta rivoluzionando la gestione energetica, la manutenzione degli impianti e il comfort, aprendo la strada a edifici sempre più efficienti, sostenibili e centrati sulle persone.

Per lungo tempo la domotica ha rappresentato l’orizzonte più avanzato dell’innovazione applicata agli edifici. Automazione degli impianti, controllo remoto, scenari programmati: soluzioni che hanno contribuito a migliorare efficienza energetica, comfort e qualità dell’abitare. Oggi, tuttavia, quel modello mostra i suoi limiti. L’ingresso dell’intelligenza artificiale sta ridefinendo il concetto stesso di edificio intelligente, trasformandolo da sistema automatizzato a infrastruttura cognitiva, dotata di un vero e proprio “building brain”.

La differenza è sostanziale. I sistemi tradizionali si basano su logiche deterministiche: regole impostate a monte che reagiscono a eventi noti. L’AI, invece, introduce capacità di apprendimento continuo. Attraverso l’analisi di una grande mole di dati provenienti da sensori, impianti, sistemi di supervisione, ma anche da fonti esterne come previsioni meteo, segnali di rete o profili di utilizzo, l’edificio diventa in grado di adattarsi, prevedere e ottimizzare le proprie prestazioni nel tempo.

Il primo ambito in cui questo cambio di paradigma risulta evidente è la gestione energetica. Gli algoritmi di intelligenza artificiale consentono di anticipare i fabbisogni, modulare il funzionamento degli impianti HVAC, coordinare produzione da fonti rinnovabili, sistemi di accumulo e colonnine di ricarica. L’edificio non è più un elemento passivo del sistema energetico, ma un soggetto attivo, capace di dialogare con la rete, abilitare servizi di flessibilità e contribuire agli obiettivi di decarbonizzazione.

Un secondo fronte strategico è quello della manutenzione

L’AI permette di superare sia l’approccio reattivo, basato sull’intervento a guasto avvenuto, sia quello puramente programmato. Attraverso modelli predittivi che analizzano parametri di funzionamento, anomalie e trend di degrado, è possibile anticipare criticità, ridurre i costi operativi, migliorare l’affidabilità degli impianti e allungarne il ciclo di vita. Un beneficio che riguarda non solo l’economia dell’edificio, ma anche la sicurezza e la continuità del servizio.

Non meno rilevante è l’impatto sul comfort e sul benessere delle persone. L’intelligenza artificiale consente una gestione più fine e personalizzata degli ambienti interni, adattando illuminazione, temperatura e qualità dell’aria alle reali esigenze degli occupanti. L’edificio apprende dai comportamenti, riconosce pattern di utilizzo e contribuisce a creare spazi più salubri, inclusivi e produttivi.

Il concetto di “building brain” non appartiene quindi più alla retorica del futuro. È una traiettoria già in atto, sostenuta dall’evoluzione normativa, dalla digitalizzazione degli impianti e dalla crescente integrazione tra mondo edilizio ed energetico.

A dimostrarlo sono anche i numeri. Il mercato globale dei sistemi di automazione degli edifici è stimato in 224 miliardi di dollari nel 2026 e potrebbe raggiungere quasi 385 miliardi entro il 2031, con un tasso di crescita annuo di oltre l’11%, in gran parte proprio grazie all’integrazione tra tecnologie IoT e AI per l’ottimizzazione energetica, controllo HVAC, analytics avanzati e manutenzione predittiva (Mordor Intelligence: Building Automation System Market Size, Share & Trends, dati quinquennio 2026-2031

La vera sfida, oggi, è quindi culturale e sistemica: garantire interoperabilità, qualità del dato, cybersecurity e competenze adeguate. Perché l’edificio intelligente del prossimo decennio non sarà solo connesso o automatizzato, ma realmente capace di “pensare” e di generare valore nel tempo.

Luca Baldin

Project Manager di Pentastudio e della piattaforma di informazione e marketing Smart Building Italia. È event manager della Fiera Smart Building Expo di Milano e Smart Building Levante di Bari. Dirige la rivista Smart Building Italia.