Impianto multiservizio in fibra ottica: è anche una questione di prezzo


di Giuseppe Pugliese
– Direttore della pianificazione strategica di FAIT srl
– Membro del WG4 di Smart Buildings Alliance

 

Egregio Direttore, ritengo opportuno intervenire di nuovo sui verticali in fibra ottica da realizzare nei condomìni italiani per completare la fase della digitalizzazione del Paese con la banda ultralarga in tutte le case degli italiani.
Come tutti sanno il Parlamento Europeo ed il Consiglio in data 15 maggio 2014 hanno emanato la Direttiva 2014/61/UE recante “misure volte a ridurre i costi dell’installazione di reti di comunicazione elettronica ad alta velocità”.

Nel testo della direttiva è riportato un aspetto fondamentale che oggi molti hanno perso.
Per questo motivo ti chiedo uno spazio.
L’obiettivo dell’Europa era ed è tutt’ora quello di RIDURRE I COSTI!

Il nostro Paese inizia il recepimento della Direttiva con il decreto-legge 133/2014 convertito con modificazioni dalla legge 164/2014 che modifica il testo unico dell’edilizia introducendo l’obbligo della realizzazione di un impianto in fibra ottica definito “multiservizio”. La legge va molto più avanti, perché afferma che questo impianto deve essere definito dall’ente italiano di normazione tecnica, il CEI, progettato ed installato da operatori qualificati ai sensi del Decreto ministeriale 37/2008.

Perché questa scelta?

La risposta è semplice: è l’infrastruttura che costa meno delle altre perché viene realizzata e distribuita secondo le regole del mercato in libera concorrenza con l’assicurazione del buon funzionamento a carico dei professionisti e degli installatori qualificati.
Ma questa norma riguarda solo le nuove costruzioni.

Cosa accade dopo?

Viene emanato il secondo provvedimento di recepimento della stessa direttiva per confermare e rafforzare questa linea.
Il D.lgs. 33/2016 ribadisce il principio dell’obbligo di condivisione delle infrastrutture di telecomunicazioni, contenuto nel Codice delle comunicazioni elettroniche.
Questo obbligo si riferisce anche ai proprietari immobiliari o al condominio già esistente dove viene realizzato un impianto multiservizio in fibra ottica.
Ciò significa: obbligo di condivisione del detto impianto con i gestori dei servizi di rete tlc e diritto di ottenere una remunerazione equa e non discriminatoria per la realizzazione e la gestione della manutenzione dell’impianto.

Tutto questo è egregiamente sintetizzato nella Relazione del Governo che accompagna il provvedimento dove è scritto che i proprietari di immobili sono equiparati a gestori di infrastrutture.

Per riassumere quanto più diffusamente analizzato nei due documenti allegati si può affermare che:

  1. Se il costo del verticale in fibra ottica realizzato dal gestore wholesale riconosciuto dall’Autorità di regolazione per il 2021 vale euro 2,80 al mese, il valore attuale di una rendita costante mensile di euro 2,80 per 20 anni (periodo di ammortamento di una rete in fibra ottica all’interno delle mura di un edificio), al tasso del 1,625%, è pari ad euro 573,40.

Il costo medio di un impianto multiservizio in fibra ottica secondo la Guida CEI 306-2 varia tra euro 280 e 370 per unità immobiliare.

  1. L’impianto multiservizio in fibra ottica ex Guida CEI 306-2 è un impianto condominiale in grado di gestire tutti i servizi universali del condominio, incluso la rete di bakhaul del 5G ed il pieno controllo dell’autoproduzione e dell’autoconsumo di energia prodotta da fonti rinnovabili. Può, quindi essere successivamente implementato nel tempo.

Quanto sopra significa che l’impianto multiservizio ex Guida CEI 306-2, rispetto al verticale in fibra attualmente realizzato dai gestori cosiddetti “wholesale”:

  1. COSTA MENO della remunerazione equa e non discriminatoria decisa dall’Autorità di regolazione tlc; in breve è più efficiente.
  2. è PIU’ UTILE per gli utenti; in breve è più efficace. La maggior efficacia aumenta nel tempo e provocherà, quindi una diminuzione del costo.

In estrema sintesi è PIU’ SOSTENIBILE che significa:

  • posti di lavoro stabili nel tempo nei territori;
  • SINFI operativo grazie ai professionisti ed agli installatori qualificati;
  • partenza operativa semplificata per la transizione energetica, comunità di autoconsumo e comunità energetiche.

Aziende, professionisti, impiantisti, distributori che operano nel libero mercato in piena concorrenza, certamente diminuiscono, se non azzerano i “… rischi insiti nella eventuale riduzione dei vincoli competitivi tra gli operatori coinvolti…” evidenziati da Roberto Rustichelli nella Relazione sull’attività svolta dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato da lui presieduta presentata di recente alla Camera dei Deputati.