Rinnovabili, l’Europa cresce nonostante la pandemia ma l’Italia fatica


Il Renewable Energy Report 2021 sottolinea l’andamento divergente del nostro Paese rispetto al complesso del continente. Necessario un immediato cambio di passo.

La pandemia ha scosso il pianeta, e quindi l’Europa, ma esiste un settore nel nostro continente che non soltanto ha saputo assorbire il colpo senza danni ma è persino riuscito a confermare il suo trend di crescita. Stiamo parlando del comparto delle rinnovabili il cui andamento è fotografato dal recente “Renewable Energy Report 2021”. Un’indagine, compiuta da Energy & Strategy, che si apre appunto sottolineando come “il mercato delle rinnovabili è – a livello globale ed europeo – in grandissima espansione, con una crescita che non si è arrestata nemmeno nel corso del 2020, nonostante le problematiche connesse al diffondersi della pandemia da Covid-19”. In particolare l’Europa ha raggiunto e superato delle soglie significative in tema di rinnovabili: lo sfondamento della quota 650 GW di potenza complessivamente installata, con il fotovoltaico e l’eolico che in poco più di un decennio hanno a loro volta superato la soglia rispettivamente dei 160 e 200 GW installati.

Purtroppo, sottolinea il rapporto, non altrettanto si può dire dell’andamento del nostro Paese. Infatti, il raffronto con il complesso del continente evidenzia una capacità di crescita dell’Italia decisamente inferiore, con una sorta di stallo che è cominciato già nel 2018 e quindi ben prima del profilarsi della pandemia. Nel dettaglio, la nuova potenza da rinnovabili installata in Italia nel corso del 2020 è stata di 784 MW, di circa 427 MW inferiore rispetto a quella installata nel corso del 2019 (-35,4%). Una diminuzione dovuta fortemente alla flessione delle installazioni eoliche, passate dai 413 MW del 2019 agli 85 MW del 2020 (addirittura -79%). A guidare la classifica delle installazioni effettuate l’anno scorso c’è invece il fotovoltaico con 625 MW, superando di gran lunga l’eolico mentre a seguire troviamo l’idroelettrico, con 66 MW, e le biomasse, 8 MW.

C’è poi una parte del Renewable Energy Report 2021 che guarda al futuro, soprattutto in relazione agli scenari legati all’applicazione del recente Piano Nazionale di Ripartenza e Resilienza (PNRR) che mette a disposizione del comparto delle rinnovabili, nell’orizzonte 2021-2026, un totale di 5,9 miliardi di euro. Soldi che dovranno essere davvero ben spesi perché con la prosecuzione dell’attuale tasso di installazione non ci sarebbero risultati soddisfacenti sul medio periodo. Infatti, guardando al fotovoltaico e all’eolico e prendendo come riferimento l’andamento registrato dalle installazioni nell’ultimo triennio, si raggiungerebbe un parco installato al 2030 di circa 41,7 GW, di cui 27,5 GW di fotovoltaico e 14,2 GW di eolico.

Un risultato, è bene ricordarlo, ben distante dagli obiettivi fissati dal PNIEC, ovvero 71,3 GW installati fra fotovoltaico ed eolico per il 2030. Per non parlare, poi, della crescita delle rinnovabili necessaria a realizzare la cosiddetta Long Term Strategy, ovvero 250 GW installati al 2050, quando l’intero continente dovrà essere a impatto zero. Dunque, il rapporto sottolinea come in Italia sia necessario nei prossimi anni un vero e proprio cambio di passo in tema di rinnovabili: “L’obiettivo PNIEC al 2030 può essere raggiunto quasi triplicando il tasso attuale di installazione, mentre se volessimo raggiungere l’obiettivo al 2050 le installazioni del decennio 2020-2030 dello scenario tendenziale (14 GW) dovrebbero essere quintuplicate per i tre decenni che separano il 2020 dal 2050, installando quindi circa 70 GW per ogni decennio invece che 14 GW”.