Il 5G ha le potenzialità per cambiare le tlc

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on LinkedInPrint this pageEmail this to someone

A dispetto delle tante promesse rivoluzionarie, raramente mantenute dalla tecnologia mobile, probabilmente il 5G, il cui avvento si staglia all’orizzonte, porterà qualcosa di davvero diverso, specie per cinque ambiti di applicazione: salute, smart home/smart city, automotive, intrattenimento e industria. È questo il succo di un articolo pubblicato dal sito agendadigitale.eu a firma di Antonio Capone e Luca Dell’Anna del Politecnico di Milano.

I due autori spiegano, infatti, che il 5G ha la potenzialità di sovvertire lo status quo delle tlc. Se oggi il mercato è sostanzialmente strutturato su un numero ristretto di operatori di rete che posseggono e gestiscono la rete, sorta di oligopolio che ha lasciato pochissimo spazio a nuovi fornitori di servizi e applicazioni, «l’arrivo del 5G ha in potenza la forza di modificare questa stabilità per una convergenza di motivazioni tecniche e di politiche regolatorie del mercato», si legge nell’articolo.

Tecnicamente, «la leva che può modificare l’ecosistema è costituita dal network slicing con le sue architetture di virtualizzazione delle risorse e le piattaforme cloud distribuite», spiegano i due autori, con la conseguenza di «far scricchiolare il rapporto tradizionale cliente-fornitore e prefigurando ruoli più di collaborazione, se non addirittura di fornitura di connettività in modalità wholesale con arricchimento del servizio in capo a soggetti terzi o agli utenti finali». In pratica, la fornitura di connettività diventerebbe secondaria rispetto a quella di servizi/applicazioni.

Sul versante regolatorio «le possibilità di cambiamento stanno trovando, almeno in parte, una sponda nelle politiche di regolazione del mercato che stanno emergendo in questo periodo storico. È chiaro che la possibilità di ancorare i servizi di rete ad alto valore aggiunto a settori verticali di una certa rilevanza rappresenta una opportunità da cogliere per i governi di regioni come l’Europa che hanno sofferto dello spostamento del valore sugli OTT. Questa tendenza sembra abbastanza evidente dalle strategie di assegnazione dello spettro che sono volte a favorire la condivisione di risorse e la collaborazione tra attori diversi, e in alcuni casi un uso privilegiato di risorse per settori economici particolarmente importanti», spiegano Capone e Dell’Anna.

Nell’esame degli ambiti principali su cui impatterà il 5G, vediamo quanto è scritto nell’articolo su quello che più ci interessa, ovvero le applicazioni di intelligenza per smart home, smart building, smart city. «Le applicazioni di intelligenza ambientale e più in generale di Internet of Things che si sono sviluppate negli ultimi anni e che stanno contribuendo al veloce sviluppo del settore sono spesso caratterizzate da requisiti di connettività non particolarmente stringenti in termini di velocità e ritardo. Il 5G potrà far fare un salto di qualità anche a questo settore con nuovi modelli di gestione degli spazi e dell’interazione con gli utenti che li vivono».