3,8 miliardi per la banda ultralarga: via libera della Commissione Europea


Valutazione positiva del PNRR per la Commissione Europea e adozione da parte del Consiglio: BUL finanziata interamente dal regime di aiuti

Da Bruxelles l’ok ai fondi per 3,8 miliardi di euro per il piano Italia a 1 Giga.
E così, la Commissione europea ha approvato il regime da 3,8 miliardi di euro messo a disposizione dall’Italia con il dispositivo per la ripresa e la resilienza e volto alla diffusione di reti gigabit ad alte prestazioni in quelle zone del paese dove attualmente non sono previste o non esistono reti capaci di fornire velocità in download di almeno 300 megabits al secondo (Mbps).

Questa misura (QUI il comunicato) rientra nella strategia globale messa in atto dal nostro paese per rispondere alle ormai ben note esigenze di cittadini e imprese in tema di digitalizzazione del paese. La misura, inoltre, contribuirà a conseguire gli obiettivi strategici targati Ue in tema di transizione digitale.

Per Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva responsabile della politica di concorrenza, si tratta di un “regime che sosterrà lo sviluppo di reti ad alte prestazioni in zone che sono attualmente scarsamente servite in Italia. Inoltre, consentirà ai consumatori e alle imprese di accedere a servizi Internet di alta qualità, contribuendo alla crescita economica del paese e garantendo nel contempo che la concorrenza non sia indebitamente falsata”.

A seguito della valutazione positiva del PNRR da parte della Commissione e della sua adozione da parte del Consiglio, il regime sarà totalmente finanziato dal dispositivo per la ripresa e la resilienza e viaggerà di pari passo ad altri investimenti importanti nel settore delle comunicazioni elettroniche, come la diffusione di reti fisse e mobili ad alte prestazioni.
Una misura che sarà in vigore fino a fine giugno 2026 con sostegno previsto sotto forma di sovvenzioni dirette e finanziamento della diffusione di reti che permetteranno appunto velocità di download di 1 gigabit al secondo (Gbps) e di 200 megabit al secondo (Mbps).
Il tutto garantendo alta disponibilità di reti ad alte prestazioni per favorire l’accesso ai servizi di comunicazioni elettroniche di alta qualità affidabili.

La Commissione Europea ha sottolineato che “la misura è necessaria per ovviare ai fallimenti del mercato derivanti dal fatto che non esistono né sono previste reti a banda larga che soddisfino adeguatamente le esigenze degli utenti finali. L’esistenza di un fallimento del mercato è stata valutata attraverso la mappatura delle infrastrutture attualmente disponibili e di quelle previste e tramite una consultazione pubblica. La misura ha anche un effetto di incentivazione, in quanto facilita la diffusione e il funzionamento di reti fisse ad alte prestazioni in zone in cui gli operatori privati non sono disposti a investire a causa dei costi di installazione elevati che non sono controbilanciati da un livello adeguato di entrate previste. Infine, esistono salvaguardie sufficienti che eviteranno indebite distorsioni della concorrenza. In particolare, la misura garantisce il rispetto del principio della neutralità tecnologica, non favorendo alcuna tecnologia particolare rispetto alle altre. Inoltre, l’Italia individuerà i beneficiari mediante una procedura di gara aperta, trasparente e non discriminatoria e incoraggerà il riutilizzo delle infrastrutture esistenti. La misura favorisce la concorrenza garantendo l’accesso all’ingrosso alle reti sovvenzionate”.