Bonus: per le ristrutturazioni incentivi in scadenza. Ecco cosa cambia da gennaio 2026

16 Novembre 2025 Ilaria Rebecchi


Parlando di bonus ristrutturazione, dal primo gennaio 2026, vedrà le aliquote subire una modifica rilevante, accompagnata da un periodo di transizione fino al 2027, per poi stabilizzarsi in un regime definitivo dal 2028 al 2033.

Per tutto il 2025 è rimasta in vigore la detrazione fiscale del 50% per la prima casa e del 36% per altre abitazioni, con un tetto massimo di spesa pari a 96.000 €. Le tipologie di intervento ammissibili includono manutenzione straordinaria, lavori di restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, nonché manutenzione ordinaria limitata alle parti comuni degli edifici.
Sono opere come la ricostruzione post calamità, l’eliminazione di barriere architettoniche, la prevenzione di furti e intrusioni, la cablatura degli edifici, l’abbattimento dell’inquinamento acustico, il risparmio energetico, la messa in sicurezza antisismica, l’acquisto o la costruzione di box auto, la bonifica dell’amianto e l’adozione di misure antinfortunistiche. Un’unica esclusione: l’installazione di caldaie a combustibili fossili non è contemplata tra gli interventi ammessi.
I contribuenti con redditi complessivi superiori ai 75.000 € sono soggetti a un meccanismo specifico per calcolare l’importo massimo detraibile. Se il reddito è compreso tra 75.000 € e 100.000 €, l’importo base è fissato a 14.000 €; se invece il reddito supera i 100.000 €, l’importo scende a 8.000 €. A questo importo base si applica un coefficiente che varia in base al numero di figli a carico: senza figli il coefficiente è 0,50; con un figlio diventa 0,70; con due figli sale a 0,85; in presenza di più di due figli o di almeno un figlio con disabilità, il coefficiente è pari a 1.

Un chiarimento dell’Agenzia delle Entrate, che si è esposta lo scorso giugno e che ha delineato i dettagli circa i lavori eseguiti sulle parti comuni degli edifici:

  • detrazione al 50% se la proprietà è destinata ad abitazione principale;
  • al 36% se si tratta di seconda casa.

Per ciò che concerne i conviventi, locatari o comodatari che non sono proprietari dell’immobile, la detrazione è limitata al 36%, a meno che non ricoprano un diritto reale sull’unità immobiliare (come uso o abitazione), nel qual caso è possibile accedere alla detrazione del 50% se l’immobile è utilizzato come prima casa.

Da gennaio 2026

Dal 1° gennaio 2026 fino al 31 dicembre 2027 le aliquote saranno ridotte: la prima casa beneficia di una detrazione del 36%, mentre per le altre abitazioni la detrazione scende al 30%. Le condizioni in termini di tetti di spesa, requisiti e limiti per i contribuenti con redditi elevati restano sostanzialmente invariate rispetto al 2025.

E dal 2028?

Da gennaio 2028 fino al 31 dicembre 2033 le misure verranno uniformate per tutte le tipologie di immobili, indipendentemente dalla loro destinazione: l’aliquota sarà del 30% su un tetto di spesa dimezzato, sceso a 48.000 €

Ilaria Rebecchi

Executive Editor della rivista e del portale Smart Building Italia, lavora come Giornalista e Senior Copywriter specializzata in settori come tecnologia e digitale, creatività e social media.