Ue finanzia carburanti green, ricariche elettriche e stazioni per l’idrogeno


Mobilità sostenibile, un miliardo e mezzo per finanziare l’infrastruttura di ricarica

Porsi un grande traguardo significa non di rado creare un grande problema… Ben lo sanno nei quartieri alti dell’Unione europea dove, in tema di sostenibilità ambientale, i grandi traguardi da raggiungere nei prossimi anni non mancano davvero. Uno di quelli il cui annuncio ha suscitato maggiore clamore prevede che, a partire dal 2035, nel continente non vengano più vendute auto con motore diesel o a benzina. Una transizione colossale verso i veicoli elettrici o alimentati a idrogeno che però, ecco il grande problema, necessita di un altrettanto colossale infrastruttura di stazioni di ricarica e rifornimento. Infrastruttura che al momento, senza troppi giri di parole, non esiste neppure lontanamente.

Urge dunque un’immediata accelerazione, ed è proprio questa necessità che ha portato la Commissione europea ad affrontare il problema partendo dall’elemento imprescindibile, ovvero il reperimento delle risorse economiche . Il primo risultato, annunciato pochi giorni fa, è la firma di un accordo con la Banca europea per gli investimenti (BEI) che consentirà di combinare le sovvenzioni dell’Unione europea con i finanziamenti a lungo termine, erogati appunto dalla  della BEI e disponibili fino al termine del 2023, per realizzare progetti di infrastrutture per i combustibili alternativi. In particolare, l’intesa permetterà all’Unione europea di erogare finanziamenti per un ammontare complessivo superiore al miliardo e mezzo di euro dedicati principalmente alla realizzazione sulla rete stradale di stazioni elettriche per la ricarica rapida e di punti di rifornimento per l’idrogeno.

Un accordo che si inserisce nel contesto dell’Alternative Fuels Infrastructure Facility (AFIF) – varato dall’Unione europea per accompagnare con adeguate infrastrutture la transizione verso la mobilità sostenibile -, oltre che rientrare nel programma di trasporto comunitario Connecting Europe Facility (CEF). “Questo strumento volto a promuovere e realizzare le infrastrutture per i combustibili alternativi – ha dichiarato il Commissario europeo per i trasporti, Adina Vălean – ci fa fare un altro passo in avanti verso il raggiungimento dei nostri obiettivi: 1 milione di punti di ricarica entro il 2025 e 3,5 milioni entro il 2030. E per raggiungere tale traguardo, abbiamo bisogno di un investimento di circa 1,5 miliardi di euro all’anno”.

Dunque, per quanto importante, l’intesa fra Commissione europea e BEI rappresenta uno dei vari tasselli finanziari necessari alla realizzazione dell’infrastruttura di ricarica. “La nostra gamma di opzioni di sostegno finanziario – ha spiegato Vălean – riunisce fondi dal bilancio dell’Unione europea, dagli investitori istituzionali e dai prestatori privati con l’obiettivo di ottenere un impatto maggiore. Ed ora stiamo anche cercando la cooperazione con le banche di promozione per aumentare gli investimenti nella transizione verso un trasporto sostenibile”.

Il vicepresidente della BEI, Kris Peeters, ha a sua volta sottolineato come  “catalizzare lo sviluppo di infrastrutture per i combustibili alternativi è fondamentale per mettere l’Unione europea sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo del Green Deal europeo di ridurre le emissioni dei trasporti del 90% entro il 2050. Possiamo aumentare l’impatto di ogni euro offrendo un modo intelligente per combinare il sostegno finanziario dell’Unione europeo e il coinvolgimento di più investitori privati. In definitiva, ciò accelererà lo sviluppo e la diffusione dell’innovazione dei trasporti e di nuove infrastrutture sostenibili”.