Droni e Coronavirus: gli effetti della pandemia sul mercato

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Prima una battuta d’arresto e ora una ripresa lenta. I professionisti del settore chiedono supporto da parte del Governo, mentre cresce l’impiego dei droni in ambiti legati al controllo accessi e alla security

Secondo il sondaggio di Roma Drone Conference su un campione di 516 professionisti e amatori, il mercato dei droni in Italia ha ricevuto un duro colpo a causa della pandemia per il Covid-19.
Molti operatori del settore hanno ridotto notevolmente la propria attività o addirittura l’hanno vista fermarsi del tutto, con un importante danno economico per tutta la filiera fatta di piccole e medie imprese, liberi professionisti, piloti e scuole di volo.

Durante il lockdown, però, una parte di questo mercato non ha subito ripercussioni negative ma, al contrario, ha visto crescere il proprio fatturato. È quanto emerge dal sondaggio di Roma Drone Conference, importante evento italiano su normativa, tecnologia e business dei droni, giunto alla 7^ edizione e co-organizzato con ENAC e Università Europea di Roma.

Il sondaggio

Sul tema “Droni e Coronavirus. Gli effetti della pandemia sul mercato dei Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto in Italia”, ha risposto un campione nazionale di 516 partecipanti, sia professionali (62,4%) che amatoriali (37,6%). Tra i risultati più significativi, l’indagine ha evidenziato che, similmente a tutto il comparto dell’aviazione civile e commerciale, la pandemia ha messo in difficoltà il settore dei droni. La maggioranza del campione (76,9%) ha risposto che durante il lockdown le proprie attività sono state assolutamente ferme (52,9%), oppure molto ridotte (19,0%) o leggermente ridotte (5,0%). Interessanti anche le risposte di segno opposto (23,1%), cioè di coloro le cui attività non sono cambiate (13,0%), o sono leggermente cresciute (5,4%), o addirittura molto
cresciute (4,7%).
Il 69,6% degli intervistati ha rivolto un appello al governo per ricevere una qualche forma di aiuto per la ripresa.
Il sondaggio online ha anche evidenziato un diffuso ottimismo della “drone community” italiana sul futuro di questo settore. La maggioranza, 87,4%, ritiene che il mercato dei droni ripartirà seppur con qualche differenza di valutazione sulla tempistica: infatti, il campione si divide quasi equamente tra chi è certo che riprenderà in tempi brevi (43,6%) e chi prevede un certo ritardo (43,8%). In particolare, tra chi prevede un ritardo nella ripresa, ci sono coloro che immaginano tempi abbastanza lunghi e tempi molto lunghi (rispettivamente 33,7% e 10,1% del totale). Ottimistiche anche le previsioni di ripresa delle singole attività professionali o amatoriali con i droni: l’89,3% si è espresso positivamente, mentre solo il 10,7% si è detto incerto o pessimista.

Il mercato italiano dei droni ha dovuto affrontare negli ultimi mesi una crisi dura e imprevista, ma sembra pronto a reagire in tempi brevi per riprendere tutte le attività, sia in ambito professionale che amatoriale”, ha commentato Luciano Castro, presidente di Roma Drone Conference. “Del resto, proprio le esigenze di distanziamento sociale imposte dai provvedimenti per il contenimento del contagio, hanno già messo in evidenza l’utilità di impiegare droni o comunque sistemi unmanned per una serie di impieghi, come il controllo dei centri urbane e della viabilità, il trasporto di pacchi o prodotti sanitari, la sanificazione di grandi aree e molti altri ancora”.

Per visualizzare il REPORT “Droni e Coronavirus. Gli effetti della pandemia sul mercato dei Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto in Italia”, clicca QUI