28° regime UE: la nuova “EU Inc” che punta a semplificare il fare impresa in Europa
La Commissione europea ha lanciato il “28° regime”: un nuovo quadro giuridico unico per le imprese, pensato per ridurre burocrazia e frammentazione nel mercato unico e favorire crescita e innovazione.
La Commissione europea ha acceso i riflettori su uno dei pilastri della futura strategia per la competitività: il cosiddetto “28° regime”, un nuovo quadro giuridico opzionale destinato a rivoluzionare il modo di fare impresa nel mercato unico.
L’idea è semplice quanto ambiziosa: affiancare ai 27 sistemi normativi nazionali un unico set di regole europee, che le imprese potranno scegliere volontariamente per operare in tutta l’Unione. Una sorta di “corsia veloce” per startup e aziende innovative, oggi frenate da una frammentazione normativa che rappresenta uno dei principali ostacoli alla crescita.
Secondo la Commissione, il nuovo modello – spesso indicato come “EU Inc” – permetterà di costituire una società in pochi giorni, completamente online e con costi ridotti, rendendola immediatamente operativa in tutti i Paesi membri.
Il cuore del 28° regime è proprio questo: superare il “patchwork” normativo europeo. Oggi, infatti, un’impresa che vuole espandersi oltre i confini nazionali deve confrontarsi con 27 legislazioni diverse, con effetti concreti in termini di costi, tempi e complessità amministrativa.
La nuova proposta punta invece a standardizzare regole societarie, governance e processi, favorendo la nascita di un vero mercato unico delle imprese. Un passaggio considerato cruciale anche nei rapporti strategici di Enrico Letta e Mario Draghi, che individuano proprio nella frammentazione uno dei principali fattori di perdita di competitività europea.
Non mancano però le criticità. Alcuni osservatori sottolineano il rischio che il 28° regime resti un sistema parallelo solo formale, incapace di incidere realmente sulle differenze tra ordinamenti nazionali. Altri evidenziano le incognite legate a temi sensibili come fiscalità e diritto del lavoro, che potrebbero limitare l’efficacia del nuovo strumento.
Al di là delle incognite, il messaggio politico è chiaro: l’Europa vuole tornare competitiva, soprattutto nei settori ad alta innovazione. In un contesto globale dominato da mercati integrati come Stati Uniti e Cina, semplificare le regole e accelerare la crescita delle imprese è diventato un imperativo strategico.
Per il mondo degli smart building e delle infrastrutture digitali, il 28° regime rappresenta una possibile svolta. La possibilità di operare con regole uniformi su scala europea potrebbe infatti favorire lo sviluppo di soluzioni interoperabili, accelerare gli investimenti e sostenere la diffusione di tecnologie innovative nei diversi Paesi membri.
La sfida, ora, sarà trasformare questa visione in uno strumento concreto, capace di ridurre davvero le barriere e non solo di affiancarsi ad esse. Perché il futuro del mercato unico passa sempre più dalla sua capacità di essere, oltre che integrato, anche semplice.





