L’Italia è rinnovabile? Il potenziale c’è, ma va trasformato in crescita
Tra numeri record e ritardi strutturali, il Paese è a un bivio della transizione energetica
L’Italia delle rinnovabili avanza, ma non ancora alla velocità necessaria. Una sfida di cui si parlerà, in particolare riferimento all’area del mediterraneo, in occasione di Smart Building Levante 2026, la manifestazione internazionale in programma a Bari il 18 e 19 novembre.
E questo è il quadro che emerge dal nuovo rapporto “Italia Rinnovabile” di Legambiente, che fotografa un Paese capace di aumentare la produzione da fonti pulite e di raggiungere risultati significativi nella diffusione dell’energia verde, ma ancora frenato da ostacoli burocratici, ritardi autorizzativi e difficoltà di pianificazione territoriale.
Una trasformazione già in corso
Nel 2025 le fonti rinnovabili hanno coperto oltre il 41% dei consumi elettrici nazionali, confermando un percorso di crescita che negli ultimi vent’anni ha portato la potenza installata da circa 20 GW a oltre 74 GW. Un incremento superiore al 260%, che testimonia la capacità del settore di attrarre investimenti e innovazione.
Tuttavia, dietro questi risultati si nasconde una criticità che rischia di compromettere gli obiettivi climatici al 2030. Secondo Legambiente, il ritmo attuale delle installazioni non è ancora sufficiente per raggiungere i target previsti dal PNIEC e dalle politiche europee. A pesare sono soprattutto le lunghe procedure autorizzative: oltre 1.700 progetti risultano ancora in fase di valutazione e una quota significativa attende da anni il completamento degli iter amministrativi.
Non solo una questione di produzione di energia
La transizione energetica richiede infatti un approccio integrato che coinvolga reti elettriche, sistemi di accumulo, comunità energetiche, elettrificazione dei consumi ed efficientamento degli edifici. In questo scenario, le Comunità Energetiche Rinnovabili stanno assumendo un ruolo sempre più centrale: nel 2025 sono state censite oltre 1.500 configurazioni di autoconsumo collettivo, segnale di un interesse crescente da parte di cittadini, enti locali e imprese.
Il messaggio che emerge dal rapporto è chiaro: la tecnologia non rappresenta più il principale ostacolo. Oggi la sfida è soprattutto organizzativa, normativa e culturale. Accelerare la diffusione delle rinnovabili significa semplificare le procedure, rafforzare le infrastrutture e favorire una maggiore partecipazione dei territori.
Per il settore delle costruzioni e degli smart building questo passaggio è particolarmente rilevante. Gli edifici stanno diventando sempre più protagonisti del sistema energetico, grazie all’integrazione tra fotovoltaico, accumuli, pompe di calore e gestione intelligente dei consumi. La vera “Italia rinnovabile” non sarà dunque soltanto quella degli impianti energetici, ma quella capace di trasformare città, quartieri ed edifici in nodi attivi della transizione ecologica.





