Lombardia apripista: la filiera elettrica entra tra gli ecosistemi strategici. Ma la sfida dell’elettrificazione richiede una visione nazionale
Il riconoscimento della Regione Lombardia rappresenta un segnale politico importante per un settore chiamato a sostenere la transizione energetica e digitale del patrimonio edilizio italiano
La decisione di Regione Lombardia di riconoscere ufficialmente la filiera elettrica tra gli ecosistemi produttivi strategici rappresenta molto più di un provvedimento amministrativo. È il riconoscimento del ruolo centrale che il comparto elettrico svolge nella trasformazione energetica e digitale del Paese, aprendo nuove opportunità di collaborazione tra imprese, innovazione e sviluppo industriale. Un risultato accolto con soddisfazione da FME – Federazione Nazionale Grossisti Distributori Materiale Elettrico, che da tempo sostiene la necessità di valorizzare una filiera sempre più decisiva per la competitività italiana.
La misura regionale si inserisce nel quadro delle politiche dedicate al rafforzamento delle filiere produttive, con l’obiettivo di favorire investimenti, digitalizzazione, innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale attraverso progetti condivisi tra imprese. Un modello che punta a creare reti industriali più solide e capaci di affrontare le grandi sfide della transizione energetica.
Per il settore dello Smart building, tuttavia, il messaggio va letto in una prospettiva ancora più ampia. L’elettrificazione degli edifici non coincide semplicemente con la sostituzione degli impianti tradizionali: significa ripensare completamente il modo in cui gli edifici producono, distribuiscono, accumulano e gestiscono l’energia. Pompe di calore, accumuli elettrici, impianti fotovoltaici, sistemi BACS, infrastrutture di ricarica per la mobilità elettrica, piattaforme di gestione energetica ed edifici connessi rappresentano tasselli di un’unica trasformazione destinata ad accelerare nei prossimi anni.
Proprio per questo la battaglia dell’elettrificazione è soltanto all’inizio. Le direttive europee, a partire dalla nuova EPBD, indicano con chiarezza la direzione di marcia, ma il loro successo dipenderà dalla capacità del sistema Paese di accompagnare imprese e cittadini con strumenti adeguati. Servono politiche industriali coerenti, incentivi stabili, semplificazioni autorizzative, un forte investimento nella qualificazione delle competenze tecniche e un quadro normativo che favorisca realmente la diffusione delle tecnologie elettriche negli edifici esistenti.
Il riconoscimento ottenuto in Lombardia dimostra che le Regioni possono svolgere un ruolo da protagoniste nell’organizzazione delle filiere strategiche. Ma una trasformazione di questa portata non può rimanere affidata esclusivamente alle iniziative territoriali. È necessario che il Governo definisca una strategia nazionale per l’elettrificazione degli edifici, capace di integrare decarbonizzazione, digitalizzazione, sicurezza energetica e sviluppo industriale.
La filiera elettrica costituisce oggi una delle principali infrastrutture della Twin Transition italiana. Sostenere il suo sviluppo significa investire nella competitività delle imprese, nella qualità degli edifici e nella resilienza energetica del Paese. La Lombardia ha indicato una strada. Ora occorre trasformare questo segnale in una politica industriale nazionale, perché la vera partita dell’elettrificazione deve ancora essere giocata.





