Le telco non venderanno più solo connettività: la sfida è diventare piattaforme di servizi per gli edifici intelligenti

17 Luglio 2026 Luca Baldin


Le riflessioni del presidente AGCOM Giacomo Lasorella delineano uno scenario che interessa direttamente il futuro dello smart building, dove reti digitali, cloud, IoT e intelligenza artificiale convergono nella gestione dell’ambiente costruito

Per molti anni abbiamo considerato gli operatori di telecomunicazioni come semplici fornitori di connettività. Una funzione essenziale, certo, ma destinata progressivamente a perdere valore in un mercato caratterizzato da una crescente pressione competitiva e da margini sempre più ridotti.
Le parole pronunciate dal presidente di AGCOM, Giacomo Lasorella, in occasione della presentazione della Relazione annuale dell’Autorità, fotografano con chiarezza il cambio di paradigma ormai in atto: il futuro delle telco passa dalla capacità di trasformarsi in autentici hub di servizi digitali, integrando alla connettività un ecosistema di applicazioni ad alto valore aggiunto, dal cloud all’intelligenza artificiale, dall’Internet of Things alla cybersecurity.

Si tratta di una prospettiva che riguarda molto da vicino anche il settore dello smart building.

L’edificio digitale, infatti, è destinato a diventare uno dei principali luoghi di produzione e utilizzo di questi nuovi servizi. Sensori, sistemi di automazione, gestione energetica, manutenzione predittiva, sicurezza fisica e informatica, monitoraggio ambientale e assistenza alle persone generano una quantità crescente di dati che richiedono infrastrutture di comunicazione affidabili, capacità di elaborazione distribuita e servizi sempre più sofisticati.
È proprio qui che la distinzione tra operatore di rete e fornitore di servizi tende progressivamente a dissolversi.
Non è un caso che i ricavi della rete fissa mostrino oggi segnali di maggiore vitalità soprattutto nel segmento business, dove le imprese chiedono pacchetti integrati capaci di combinare connettività e servizi ICT evoluti.

Per il comparto della home and building automation questo rappresenta una straordinaria opportunità.

L’infrastruttura digitale dell’edificio, a partire dalla rete multiservizio prevista dall’art. 135-bis del Testo Unico dell’Edilizia, diventa infatti il presupposto indispensabile per rendere disponibili questi nuovi servizi durante l’intero ciclo di vita dell’immobile. Senza un’infrastruttura adeguata, infatti, nessuna applicazione intelligente può esprimere pienamente il proprio potenziale.
La transizione digitale del patrimonio edilizio europeo non riguarda quindi soltanto l’efficienza energetica o l’automazione degli impianti. Riguarda soprattutto la nascita di un nuovo ecosistema nel quale costruttori, progettisti, installatori, operatori delle telecomunicazioni e provider di servizi digitali saranno chiamati a collaborare in modo sempre più stretto.

È una trasformazione che conferma una convinzione che sosteniamo da tempo: il vero valore non risiederà più nell’hardware installato, ma nei servizi che quell’infrastruttura sarà in grado di abilitare nel tempo.

La connettività diventa così il punto di partenza, non il punto di arrivo. E gli edifici intelligenti saranno uno dei principali laboratori nei quali questa nuova economia digitale prenderà concretamente forma.

 

Luca Baldin

Project Manager di Pentastudio e della piattaforma di informazione e marketing Smart Building Italia. È event manager della Fiera Smart Building Expo di Milano e Smart Building Levante di Bari. Dirige la rivista Smart Building Italia.