Global warming: il conto è già arrivato

1 Settembre 2026 Luca Baldin


Ondate di calore, vittime e danni economici dimostrano che la crisi climatica non è un’ipotesi futura. Ridurre i consumi energetici di edifici e mobilità è la strada più concreta per agire subito

Trentacinquemila vittime e un danno economico vicino a mezzo punto percentuale del PIL europeo. È il conto attribuito alle ondate di calore che hanno colpito l’Europa quest’anno. Numeri che dovrebbero chiudere definitivamente la stagione delle discussioni astratte sul cambiamento climatico.
Il global warming non è più una previsione contenuta nei rapporti scientifici. È una realtà che entra nelle nostre città, rende fragili le persone, riduce la produttività, mette sotto pressione i sistemi sanitari e trasforma gli edifici in luoghi spesso inadatti a proteggerci. Eppure, continuiamo a trattare la decarbonizzazione come un argomento da convegno, una scelta ideologica o, peggio ancora, un lusso che non possiamo permetterci.

La verità è esattamente opposta: non possiamo più permetterci di rinviarla.

Ogni volta che un obiettivo ambientale viene annacquato, che una norma viene rimandata o che una tecnologia efficiente viene descritta soltanto come un costo, dovremmo ricordare che anche l’immobilismo presenta un conto. E quel conto è già oggi economico, sociale e sanitario.
Naturalmente, nessuno dispone da solo della soluzione. Ma questa constatazione non può diventare l’alibi per non fare nulla. Istituzioni, imprese, progettisti, produttori, installatori e cittadini devono intervenire ciascuno per la propria parte, con la consapevolezza che la somma delle scelte quotidiane determina la direzione collettiva.

Edifici e trasporti rappresentano due dei principali terreni su cui possiamo agire in maniera concreta

Riqualificare l’edificato, ridurne il fabbisogno energetico, elettrificare i consumi, integrare fonti rinnovabili, automazione e sistemi intelligenti di gestione significa intervenire direttamente sulle emissioni. Allo stesso modo, rendere la mobilità più efficiente, elettrica, condivisa e integrata con le infrastrutture energetiche vuol dire ridurre una delle maggiori dipendenze dai combustibili fossili.
La transizione, però, non si realizza attraverso gli slogan. Richiede regole chiare, programmazione strategica di lungo termine, investimenti, competenze e tecnologie capaci di misurare e governare davvero i consumi. Soprattutto, richiede di smettere di contrapporre involucro e impianti, efficienza e digitalizzazione, sostenibilità e competitività.

La domanda, ormai, non è più se dobbiamo agire. È quanto ancora siamo disposti a pagare prima di decidere di farlo seriamente.

 

Ne parleremo il 10 settembre a Bari, presso la sede di ANCE Bari e BAT, in occasione della tappa del roadshow HHH – Architettura, Tecnologia, Salute: un confronto tra progettisti, imprese ed esperti per comprendere come rendere gli edifici più salubri, efficienti e capaci di proteggere le persone dagli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico. Scopri il programma e partecipa all’evento

 

 

Luca Baldin

Project Manager di Pentastudio e della piattaforma di informazione e marketing Smart Building Italia. È event manager della Fiera Smart Building Expo di Milano e Smart Building Levante di Bari. Dirige la rivista Smart Building Italia.