Casa, rigenerazione e digitale: Assimpredil Ance chiede nuove regole per costruire il futuro

28 Settembre 2026 Luca Baldin


All’Assemblea Generale, tenutasi a Milano il 28 settembre scorso, il presidente Giovanni Deleo mette al centro emergenza abitativa, rigenerazione urbana e semplificazione amministrativa

A Milano servono 35.000 abitazioni, mentre la produzione di nuove case è crollata. Tre proposte concrete per accelerare gli interventi

La casa torna al centro del dibattito sul futuro delle città. E i numeri presentati da Giovanni Deleo, presidente di Assimpredil Ance, nella sua prima relazione all’Assemblea Generale dell’Associazione, descrivono una situazione che richiede risposte rapide: a Milano il fabbisogno abitativo è stimato in 35.000 unità, mentre le abitazioni previste nei permessi di costruire e nelle SCIA ritirate sono passate da circa 4.000 nel 2022 ad appena 1.000 nel 2024.

Un divario ancora più significativo considerando la trasformazione della domanda: oggi il 57% delle famiglie milanesi è composto infatti da una sola persona, modificando drasticamente il tessuto sociale e le esigenze abitative, come hanno dimostrato con chiarezza anche i dati presentati da Lorenzo Bellicini, Direttore del CRESME. Per Assimpredil Ance la casa va quindi considerata una vera e propria infrastruttura sociale ed economica, da realizzare attraverso investimenti sostenibili, tempi certi e procedure amministrative capaci di accompagnare concretamente gli interventi.

Il tema si inserisce peraltro in una fase delicata per l’intero comparto delle costruzioni. Alla progressiva conclusione della spinta del PNRR si aggiungono aumento dei costi, incertezza normativa, carenza di tecnici e manodopera specializzata e rallentamenti amministrativi. Da qui la richiesta di aggiornare anche la legislazione nazionale, chiarendo meglio i confini tra rigenerazione, ristrutturazione, cambio d’uso, recupero e sostituzione edilizia. Ridurre il consumo di suolo, ha ricordato Deleo, significa infatti rendere realmente praticabile l’intervento sul patrimonio esistente.

C’è poi una questione di scala. Secondo le proiezioni CRESME richiamate durante l’Assemblea, entro il 2035 tra Milano e hinterland potrebbero arrivare circa 100.000 nuove famiglie. Casa, mobilità, energia, servizi e sviluppo economico devono quindi essere affrontati attraverso una visione metropolitana e policentrica, capace di superare i confini amministrativi e di superare la fragilità delle cosiddette “città metropolitane”.

Particolarmente interessante, anche nella prospettiva della twin transition del costruito, è il pacchetto di tre proposte operative avanzato dall’Associazione: rendere ordinaria la conferenza di servizi simultanea per rigenerazione e housing accessibile; creare un cruscotto pubblico che renda misurabili i tempi delle pratiche; utilizzare finalmente il digitale per consentire agli uffici di lavorare contemporaneamente sugli stessi dati e a imprese e cittadini di seguirne l’avanzamento.

Un messaggio che va oltre la semplificazione burocratica. Rigenerare il patrimonio edilizio, renderlo energeticamente efficiente, digitalizzato e accessibile richiede anche una macchina amministrativa all’altezza della trasformazione tecnologica che chiediamo agli edifici. Perché innovare il costruito senza innovare i processi che ne consentono la trasformazione rischia di diventare una contraddizione sempre più difficile da sostenere.

 

 

Luca Baldin

Project Manager di Pentastudio e della piattaforma di informazione e marketing Smart Building Italia. È event manager della Fiera Smart Building Expo di Milano e Smart Building Levante di Bari. Dirige la rivista Smart Building Italia.