Elettrificazione degli edifici: la filiera elettrica fa squadra, ma serve una strategia nazionale
FME promuove in Lombardia un progetto per adeguare gli impianti elettrici alle nuove esigenze energetiche. Un segnale importante di convergenza tra gli operatori, che rilancia la necessità di un piano nazionale per modernizzare le infrastrutture del patrimonio edilizio.
La transizione energetica del patrimonio edilizio italiano passa inevitabilmente dall’elettrificazione dei consumi. Ma per alimentare pompe di calore, sistemi di accumulo, colonnine di ricarica e tecnologie smart occorrono infrastrutture elettriche adeguate. Una consapevolezza che, finalmente, sembra farsi strada tra i principali attori della filiera.
Un segnale significativo arriva da FME – Federazione Nazionale Grossisti Distributori Materiale Elettrico, promotrice del progetto Impianti elettrici evoluti per abitazioni pronte al futuro, sviluppato nell’ambito delle iniziative di Regione Lombardia insieme a Federcostruzioni, AIBACS, Confartigianato e ANACI.
L’obiettivo è costruire una strategia condivisa che coinvolga produttori, distributori, progettisti, installatori e amministratori condominiali, facendo leva su formazione, innovazione digitale e sensibilizzazione dei cittadini.
Il punto di partenza è particolarmente significativo: secondo i dati richiamati nel progetto, circa il 60% delle famiglie italiane vive in abitazioni costruite prima del 1980, mentre oltre 10 milioni di abitazioni non hanno mai beneficiato di interventi di manutenzione degli impianti elettrici.
Il programma prevede una piattaforma digitale supportata dall’intelligenza artificiale, percorsi di qualificazione degli installatori, campagne informative e iniziative territoriali, con l’ambizione di creare un modello replicabile.
La notizia più importante, tuttavia, è il progressivo allineamento della filiera su una priorità strategica. Un tema che PROSIEL ha avuto il merito di sollevare per prima, richiamando l’attenzione sull’obsolescenza degli impianti elettrici domestici e che sta finalmente diventando oggetto di riflessione e iniziativa condivisa.
Resta però una questione fondamentale: l’adeguamento delle infrastrutture elettriche degli edifici non può essere affrontato attraverso una sommatoria di iniziative regionali. La dimensione del problema, le implicazioni per la sicurezza e gli obiettivi europei di decarbonizzazione impongono una visione nazionale.
Servono una mappatura del patrimonio impiantistico, standard condivisi, strumenti di sostegno agli interventi e provvedimenti organici che comprendano anche le infrastrutture condominiali, a partire dalle colonne montanti.
La Lombardia può rappresentare un laboratorio prezioso, ma è al Governo che spetta il compito di trasformare questa crescente consapevolezza in una politica industriale e infrastrutturale coerente con gli obiettivi della EPBD4.





