Switch off tv: il punto sulla situazione

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Gianfranco Giardina (DDay.it): “Molti dispositivi andranno a nero. Bonus utile ma è bene prendersi avanti

Come approfondito in uno dei nostri più recenti articoli (QUI il testo), quello dello switch off tv, e in particolare dei cambiamenti che esso porterà tra pubblico e addetti ai lavori, è sicuramente uno dei temi caldi di questo 2020 appena iniziato.
Come sottolinea ai nostri microfoni Gianfranco Giardina, direttore di DDAY.it:

“A conti fatti per l’utente finale e l’installatore, ad oggi, le cose non sono troppo cambiate. E la situazione resterà tale fino al 1° settembre 2021”.

Da oggi, infatti, fino a quella data, persiste un continuo movimento di frequenze sui canali dal 50 al 53, “in particolare nelle zone elettromagneticamente confinanti come la fascia tirrenica, le Alpi, l’Adriatico e la Sicilia”. Questo accade perché “è stato concordato a livello internazionale di liberare tali frequenze per dare accesso al 5G ad altri paesi”.
Oggi, infatti, se il singolo cittadino non si sta effettivamente accorgendo di queste transizioni, al massimo con l’onere di dover ri-sintonizzare la televisione di tanto in tanto, l’installatore potrebbe dover intervenire “nei condomini, ad esempio, con interventi mirati di riprogrammazione o cambio dei filtri. Ma niente di determinante, a conti fatti”.
Giardina sottolinea, però, che da settembre 2021 le cose cambieranno:

In Italia, da quel giorno, si passerà dalla codifica MPEG2 a quella MPEG4, già in uso per i dispositivi HD, nell’ottica di fare spazio a successivi spostamenti di frequenza. E quel giorno, tutti i tv e decoder non HD andranno a nero”.

Si tratta di un numero considerevole di dispositivi? “Certamente, basti pensare che molte seconde o terze televisioni in casa, o quelle nelle seconde case, sono appunto più datate o meno sofisticate, quindi non in HD”.

Un impatto sicuramente importante sugli italiani, “anche considerato che non siamo notoriamente un popolo di anticipatori”, con il rischio di una richiesta superiore alla disponibilità su mercato di dispositivi compatibili: “Un po’ come accaduto qualche mese fa con i dispositivi anti-abbandono per auto, con la differenza che qui non saranno possibili proroghe”.

Da settembre 2021 al 21 giugno 2022, poi, si verificheranno continui cambi di frequenza fino ai 10 giorni che porteranno a fine giugno ’22, “quando si verificherà il vero e proprio switch-off, con il passaggio da Dvb-t a DVb-t2. Da allora avremo una miglior efficienza di spettro, ma le televisioni non compatibili non funzioneranno più”.

Circa 30 milioni di tv, stando ad oggi, con la possibilità, però, di usufruire già del bonus statale: “Il bonus tv è entrato in vigore da poco, ma ancora oggi non ha preso piede. Si stima che in un mese circa di attivazione della misura, ne abbiano approfittato circa 15mila italiani, contro il milione stanziato per tutto l’anno in corso”.

In cosa consiste il bonus tv?

È dedicato alle famiglie con ISEE inferiore a 20mila euro e consiste in uno sconto di 50€ sul costo di una nuova televisione o decoder. Sicuramente poco se si vuole acquistare una tv di ultima generazione, ma molto vantaggioso per un decoder efficiente che non ha un prezzo che di troppo supera la cifra supportata. Il bonus è sicuramente una misura molto utile, ma non ha ancora preso piede: gli italiani, si stima, probabilmente ne usufruiranno nel periodo del primo switch-off a fine 2021, col rischio che fondi e mercato non possano supportare la richiesta di massa”.