Data center, l’Italia accelera: il boom dell’AI spinge un mercato da oltre 25 miliardi

13 Settembre 2026 Ilaria Rebecchi


Le infrastrutture digitali diventano strategiche per sicurezza urbana, smart building e resilienza delle città.
Milano si candida a hub europeo del Mediterraneo, ma restano sfide energetiche e normative

I data center stanno diventando una delle infrastrutture più strategiche per il futuro digitale dell’Italia. La crescita dell’intelligenza artificiale, del cloud computing e dei servizi connessi sta infatti alimentando una corsa agli investimenti che sta trasformando il Paese in uno dei mercati più dinamici d’Europa per le infrastrutture digitali.

Secondo l’Osservatorio Data Center del Politecnico di Milano, nel triennio 2023-2025 in Italia sono stati investiti 7,1 miliardi di euro per nuovi data center e infrastrutture IT, mentre entro il 2028 potrebbero arrivare oltre 25 miliardi di euro di investimenti aggiuntivi legati a 83 nuove infrastrutture.

Milano si conferma il principale hub nazionale, tanto che potrebbe intercettare circa il 23% degli investimenti europei del settore. La capacità installata nell’area milanese cresce del 17% all’anno e, secondo diverse stime, potrebbe aumentare di dieci volte nei prossimi cinque anni grazie alla domanda generata dall’intelligenza artificiale.

Dietro questa espansione non c’è soltanto il cloud. I data center sono infatti il cuore tecnologico delle città intelligenti e degli edifici connessi. Videosorveglianza urbana, controllo del traffico, sensoristica IoT, piattaforme di sicurezza integrata e building automation dipendono sempre più dalla capacità di elaborare e gestire enormi quantità di dati in tempo reale.

Negli smart building, ad esempio, i data center permettono di monitorare consumi energetici, accessi, impianti antincendio, qualità dell’aria e manutenzione predittiva attraverso sistemi centralizzati e piattaforme AI. Lo stesso vale per le smart city, dove queste infrastrutture supportano reti di sicurezza urbana, gestione delle emergenze, monitoraggio ambientale e coordinamento dei servizi pubblici.

La crescita dell’edge computing — data center distribuiti più vicini ai luoghi di utilizzo dei dati — sta inoltre aprendo nuove prospettive per la sicurezza urbana

Secondo MarketsandMarkets, il mercato globale degli edge data center supererà i 100 miliardi di dollari entro il 2030, trainato proprio dalla necessità di elaborare dati in tempo reale per AI, mobilità intelligente e infrastrutture critiche.
Il settore viene ormai considerato strategico anche sul piano normativo. Con il DL Bollette 2026, l’Italia ha introdotto per la prima volta una disciplina organica per i data center, riconoscendoli come infrastrutture strategiche per competitività e sviluppo tecnologico del Paese.

Le criticità

La principale riguarda l’energia: i data center richiedono enormi quantità di elettricità e la crescita del settore sta aumentando la pressione sulle reti nazionali. Secondo Terna, le richieste di connessione elettrica legate ai data center hanno raggiunto 42 GW già nel 2025.

Accanto al nodo energetico pesa anche il tema della sovranità digitale e della cybersicurezza. In uno scenario dominato dall’AI, il controllo delle infrastrutture digitali sarà sempre più centrale non solo per l’economia, ma anche per la sicurezza di edifici, imprese e città. E proprio per questo il mercato dei data center viene oggi considerato una delle leve decisive della trasformazione urbana europea.

 

Ilaria Rebecchi

Executive Editor della rivista e del portale Smart Building Italia, lavora come Giornalista e Senior Copywriter specializzata in settori come tecnologia e digitale, creatività e social media.