Smart Speaker, a convegno sulle prospettive di un boom


Una fresca ricerca del Politecnico di Milano ci conferma che i maggiordomi vocali hanno spopolato sotto gli alberi di Natale del 2018, dopo essere stati puntualmente propagandati da magazine rivolti alla più agiata middle class del Paese. Segno che anche l’Italia è un mercato maturo per l’avvento degli Smart Home Speaker lanciati da Amazon, Google e dagli altri, principali operatori OTT, acronimo che sta per Over The Top: voci robotiche in grado di coordinare determinate funzioni domotiche dell’abitazione, come illuminazione e riscaldamento, e di fungere da agenda dei nostri impegni.

Venerdì 15 febbraio, dalle 9,30 alle 13, questa stessa ricerca sugli Smart Home Speaker – e temi connessi – sarà presentata in un convegno dal titolo quanto mai azzeccato, “Senti chi parla!”, organizzato dal Politecnico di Milano nell’aula magna Carassa e Dadda (edificio BL.28) di via Lambruschini 4 (Campus Bovisa) di Milano. Sono ben diciassette gli interventi previsti, fra cui quelli, mirati a tirare le somme dell’indagine, da parte di Antonello Capone e Giovanni Miragliotta, responsabili scientifici dell’osservatorio Internet of Things dell’Università di Milano, e di Manuel Roveri, docente del Dipartimento di Elettronica dello stesso Politecnico. Coordina e introduce Alessandro Perego, direttore scientifico degli osservatori Digital Innovation del Politecnico.

“Siamo ovviamente soddisfatti di percepire grandi attese sui risultati della nostra indagine” commenta il professor Giulio Salvadori che, assieme alla collega Angela Tumino, ha coordinato la ricerca, intitolata “L’Internet of Things per la Smart Home: evoluzioni del mercato e delle abitudini del consumatore”. I dati raccolti saranno ovviamente resi pubblici a partire dal giorno stesso del convegno, ma Salvadori è comunque in grado di anticipare il dato di partenza, “e cioè – spiega – l’autentica escalation commerciale di cui, su input ricevuto dalle OTT multinazionali, gli Smart Home Speaker sono stati protagonisti nel corso del 2018”.

Al di là del mercato generato dalla vendita degli assistenti vocali lanciati da Google e Amazon, l’aspetto più interessante è la possibilità che essi facciano da traino a tutto il comparto: cosa peraltro accaduta negli scorsi mesi, quando si è già registrato un notevole incremento delle vendite di altri oggetti connessi per la casa, in primis legati al riscaldamento e all’illuminazione. Con conseguente beneficio per innumerevoli e creative Start Up, ovviamente in cerca di un proprio posizionamento dove i grandi capitali dei soggetti OTT possono alimentare innovazione e ricerca anche in ambito Smart Speaker.
In un tale contesto, nonostante i grandi passi avanti compiuti, in Italia rimangono ancora numerose barriere da superare: formazione degli addetti all’installazione e alla vendita, investimenti in comunicazione e – soprattutto – offerta di servizi di valore abilitati dagli oggetti connessi.

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