Livorno e Reggio Emilia, due Smart City ispirate dalla “coopetition”


“Coopetition”, una scelta naturale per le Smart City. In Italia ora la adotta Livorno, così come ha fatto Reggio Emilia. Basta infatti quell’unica lettera di differenza, la “o” al posto della “m”, rispetto al più abusato “competition”, per evocare il termine inglese “cooperation”, cooperazione, da molti ritenuta più utile in determinati ambiti alla causa di una Nuova Città tutta da inventare e realizzare, nelle strutture e nei servizi.

Nel segno della “coopetition” l’Enea, agenzia nazionale per le nuove energie”, ha individuato in Livorno la città capoluogo in cui realizzare un percorso di Smart City a costo zero in termini di investimenti per il Comune toscano. L’ambito è quello del progetto “Es-Pa, Energia e Sostenibilità”, lanciato da Enea per favorire sinergie con la pubblica amministrazione. A Livorno ciò si cala in un piano dove comprendere l’adozione di LED per l’illuminazione pubblica, gli impianti semaforici “smart” gestiti da remoto, i sistemi di sensori e di videosorveglianza diffusi su tutto il territorio, il monitoraggio costante della qualità dell’aria, la gestione integrata di traffici e parcheggi. D’altra parte Livorno appare culturalmente predisposta a un progetto del genere, visto che, come fa sapere l’Enea, ha già sviluppato un’innovativa piattaforma informatica, la PELL (Public Energy Living Lab), grazie a cui, monitorando le prestazioni dell’intera infrastruttura digitale, per la prima volta in Italia è stato possibile adottare l’istituto del dialogo competitivo in una gara per l’affidamento dell’illuminazione pubblica.

Il “dialogo competitivo”, forma di competizione prevista dal codice italiano degli appalti, si rivela procedura ideale per sviluppare la “coopetition”, tipo di gara in cui l’ente pubblico si confronta apertamente con i soggetti privati partecipanti al bando, nell’intento di rinvenire le forme di sinergia più feconde e virtuose, da un punto di vista economico e strutturale. “Il dialogo competitivo rappresenta la combinazione vincente di innovazione, rispetto per l’ambiente e risparmio economico –  ha dichiarato in una nota Mauro Annunziato, responsabile della divisione Enea “Smart Energy”. – Infatti gli investimenti necessari per introdurre le soluzioni tecnologiche concordate tra Enea, Comune e aziende saranno sostenute dalle imprese stesse, mentre i costi di investimento saranno recuperati attraverso i risparmi energetici che le soluzioni stesse garantiranno”.

I numeri, d’altra parte, parlano chiaro. Incamminandosi lungo questo percorso, il Comune di Livorno approda a un sistema di illuminazione pubblica Smart i cui costi corrispondono al 20% in meno rispetto a quelli dell’impianto precedente, mentre in prospettiva il progetto Livorno Smart City, secondo i ricercatori dell’Enea, consentirà risparmi fino al 70% rispetto ai costi attuali, oltre a un taglio della CO2 dall’atmosfera della città pari a 1.400 tonnellate annue. A poco più di 200 chilometri da Livorno numeri e dati analoghi caratterizzano le scelte di un altro comune capoluogo, Reggio Emilia, in tema di Smart City. Il 26 marzo scorso si sono chiusi i termini per la presentazione delle offerta da parte dei soggetti privati coinvolti in una gara che, attraverso la formula del dialogo competitivo, è rivolta a realizzare, fra i vari progetti, la nuova Metropolitan Area Network per collegare in un’unica piattaforma tutte le scuole di Reggio, di ogni ordine e grado, con le principali sedi della pubblica amministrazione e con altri centri di interesse.

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