Comunità energetiche e autoconsumo collettivo


Tutto sul decreto attuativo sulla tariffa incentivante per energia da fonti rinnovabili tra autoconsumo collettivo e comunità energetiche

Il decreto intitolato “Individuazione della tariffa incentivante per la remunerazione degli impianti a fonti rinnovabili inseriti nelle configurazioni sperimentali di autoconsumo collettivo e comunità energetiche rinnovabili, in attuazione dell’articolo 42-bis, comma 9, del decreto-legge n.162/2019, convertito dalla legge n. 8/2020” è un provvedimento che va ad attuare le disposizioni sul tema introdotte da dicembre ‘19 con il Milleproroghe per avviare il recepimento della direttiva europea RED 2. Questo consentendo di costituire, a titolo sperimentale, l’autoconsumo collettivo, attivabile da famiglie e altri soggetti che si trovano nello stesso edificio o condominio, e le comunità energetiche, a cui possono partecipare persone fisiche, PMI, enti locali, ubicati in un perimetro più ampio rispetto a quello dei condomini.

Questa misura è volta a promuovere l’autoconsumo condiviso, anche per via dell’impiego di sistemi di accumulo.
La tariffa per l’energia autoconsumata sarà pari rispettivamente a:

  • 100 €/MWh per le configurazioni di autoconsumo collettivo;
  • 110 €/MWh per le comunità energetiche rinnovabili.

L’incentivo, riconosciuto per 20 anni e gestito dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE), punta a trasformare il sistema elettrico centralizzato in uno decentrato ed efficiente, alimentato con energie non inquinanti.